Marigliano. Cinquanta milioni di euro per il risanamento e la valorizzazione dei Regi Lagni. La Regione punta sul patrimonio archeologico che ricade nel bacino dei vecchi canali borbonici per rilanciare il territorio. Strategica per questo piano è la città di Marigliano dove durante i lavori di infrastrutturazione dell'area per gli insediamenti produttivi sono venute fuori una necropoli pluristratificata, un tratto della prestigiosa Popilia, una villa sannitica e una capanna dell'età del bronzo. Si tratta di un progetto che si integra con quello del polo florovivaistico già al vaglio della commissione europea, e sui cui palazzo Santa Lucia punta per la valorizzazione delle risorse storiche e archeologiche. «Il territorio nolano è molto ricco di stratificazioni. Recuperare il patrimonio culturale significa ricomporre il tessuto sociale e recuperare il senso di comunità», afferma Gianfranco Nappi, delegato dal governatore Antonio Bassolino per i beni culturali del Nolano. Un piano che è stato redatto coinvolgendo tutte le realtà territoriali e che è stato realizzato tenendo conto di tutti i rinvenimenti archeologici venuti fuori negli ultimi tempi nell'area di Bosconfangone, situata nei pressi del Cis Interporto, e del Vulcano Buono dove è stato rinvenuto anche il tratto di un antico acquedotto, quello Claudio. Proprio in questa zona ricade anche il sito archeologico di Marigliano, rinvenuto nell'aprile del 2008, durante i lavori di scavo nell'area Pip. Lavori, poi, sospesi, per mettere a punto una variante che bypassasse la necropoli e che nelle settimane scorse sono stati di nuovo bloccati per lo straordinario ritrovamento di tracce dell'antica Popilia che collegava con Capua. Unico ostacolo, però, sottolineano dalla soprintendenza «l'impossibilità a proseguire nei lavori di scavo». Motivo? La mancanza di fondi. Intanto la Regione punta sul piano strategico per la realizzazione di un «corridoio» culturale sui Regi Lagni, sfruttando l'ultima trance dei finanziamenti por 2007-2013. L'archeologa Claude Albore Livadie (nella foto a sinistra), directeurs de recherche Cnrs, è convinta che «scavando in zona verranno alla luce altre sorprese. Sorprese poi che implicano anche promozione e sviluppo del territorio e di conseguenza l'opportunità di lavoro per i giovani». Un appello che è stato accolto dalla Regione che intende sperimentare il primo percorso turistico alternativo della Campania. Importante per questo piano è il patrimonio archeologico di via Sentino, a Marigliano, salvato dalla furia cementificatrice quando già le ruspe avevano in gran parte distrutto le tombe e i tombaroli avevano portato via un'ingente quantità di vasellame e di arredi funerari.