CASERTA Stagione turistica 2009 in provincia di Caserta: prove tecniche di ripresa. Le festività pasquali, per tradizione primo test del prossimo andamento turistico, hanno, infatti, fatto registrare a Caserta un trend positivo. Un dato, peraltro, parziale perché riferito solo alla settimana santa, al giorno di Pasqua ma non al lunedì in albis, quando il monumento rimane chiuso, per riaprire oggi, anche se limitatamente all'appartamento storico. Rispetto allo scorso anno le cose sembrano, comunque, andare meglio. Per la verità non ci voleva molto, dopo l'emergenza rifiuti che aveva devastato il territorio e la sua immagine, è bastato ripulire le strade per rimuovere dalla percezione collettiva quella idea di abbandono che aveva frenato i flussi turistici. Così anche alla Reggia, il maggiore attrattore turistico della provincia, il movimento turistico rispetto alla stagione 2008 è stato più consistente. «Siamo tornati più o meno ai livelli di due anni fa dice Sandro Tartaglione, fra i responsabili della società 'Arethusa' che gestisce i servizi di supporto al Palazzo reale nessuna impennata, però, ma già è un risultato. Né si può ritenere che a questo abbia contribuito la grande mostra sul Vanvitelli che non ha aggiunto altro appeal alla Reggia. Sono stati pochissimi, infatti, i turisti arrivati perché attirati dalla rassegna o che erano informati del suo allestimento negli appartamenti. Abbiamo più volte constatato che, questo genere di iniziative, riesce solo ad accendere qualche riflettore in più sul palazzo reale e a ricordare che ancora esiste». Una riflessione, questa di Tartaglione, confermata da alcuni operatori turistici locali. «Non abbiamo visto un incremento di presenze. Inoltre, le poche famiglie ospitate in questi giorni, hanno fatto base nel nostro albergo ma per partire da qui alla volta di Napoli, Pompei, Ercolano e la Costiera sorrentina» dice Mario del Novotel e la Reggia che è a due chilometri da noi? Non l'abbiamo prevista nel nostro itinerario. Comunque se ci rimarrà tempo visiteremo anche il vostro palazzo reale: è stata la risposta dei nostri ospiti». Un risultato deprimente per quanti contano sulla Reggia e sul suo presunto e auspicato ruolo di volano per il turismo dell'intera provincia. «La questione dice Tartaglione è che, purtroppo, Caserta e il suo massimo monumento sono, da sempre, fuori dai classici circuiti turistici campani. I pacchetti li costruiscono i tour operator che escludono la Reggia dalle loro proposte per una serie, anche abbastanza evidente, di motivi. Se continuiamo a tenere la Reggia come sta, con i lavori perennemente in corso, con i venditori ambulanti che infastidiscono i turisti, con i cani randagi, la scarsa pulizia dei luoghi, il monumento rimarrà sempre un'opzione per la maggior parte dei visitatori. E i professionisti del settore continueranno a tenere i turisti lontani da qui per il rischio di fare una brutta figura».