Il progetto di riqualificazione e restauro del Battistero del Duomo affidato all'architetto Barato, dal momento che punta alla messa in sicurezza del monumento e alla conservazione dello splendido ciclo di affreschi di Giusto de' Menabuoi, suscita l'apprezzamento anche di «Italia Nostra». E tuttavia l'associazione presieduta dall'architetto Titti Panajotti dissente su tre punti di fondamentale importanza. Ma prima chiediamoci qual è la diagnosi del progettista e della sua èquipe. Il degrado dipende dall'umidità che traspira dal pavimento e risale lungo i muri perimetrali, accentuata da un inserimento di lastre di piombo nelle murature. Per eliminarla Barato ne ha cercato il cuore nelle fondazioni e proprio sotto il pavimento del Battistero è stata trovata una struttura cimiteriale. Nessuno ne conosceva l'esistenza. Si tratta di un intervento del 1300, quando Fina Buzzaccarini trasformò il Battistero in Mausoleo di famiglia collocandovi la sua tomba e quella di Francesco I il Vecchio. Il complesso sotterraneo è costituito da 12 stanze sepolcrali, alte 3 metri, che compongono un unico disegno architettonico. Dentro si trovano scheletri e casse da morto ancora chiuse. Chi sono? I resti di Fina e Francesco Carrarese, per la"damnatio memoriae" messa in atto dai veneziani, dopo la caduta della Signoria nel 1405, furono trafugati o dispersi, ma il prestigio del luogo, fa pensare che si dovrebbe trattare di personaggi eccellenti. Secondo Italia Nostra, il progetto di sigillare tutta la pavimentazione cancellerà il complesso cimiteriale e potrebbe essere un atto di cancellazione della Storia. Secondo Panajotti occorre invece procedere ad un approfondito studio complessivo con indagini archeologiche, antropologiche, stratigrafiche e archivistiche che chiarisca ogni dettaglio sulla necropoli sconosciuta. L'altro elemento di polemica affiora dalla decisione in progetto di aprire un nuovo accesso al Battistero da ovest. Ora, secondo l'associazione di tutela artistica e ambientale, l'attuale entrata dal sagrato della Cattedrale consente una visione unitaria di Battistero, Chiesa, Vescovado, Museo Diocesano: un unicum culturale. Dal momento che le analisi non evidenziano alcun effetto negativo nella posizione della porta d'accesso non si riesce a capire la necessità di uno spazio-bussola come quello costruito per la Cappella degli Scrovegni. In questa maniera attraversando la cosiddetta cappella feriale con una porta larga appena 70 centimetri si imboccherebbe un corridoio che porta ad un nuovo corpo, il passaggio è un porticato vetrato. Il percorso è chiuso e contorto, l'effetto sui visitatori decisamente alienante. Italia Nostra chiede di sospendere la realizzazione del nuovo percorso. Un altro no fermissimo alla realizzazione del prolungamento fino a piazza Duomo del portico di via Arco Valaresso realizzato negli anni sessanta."Questa via pochissimo trafficata - considera Panajotti - che conclude piazza del Duomo con una quinta edilizia a muratura piena, è un segno importante dell'urbanistica antica, un percorso cittadino affascinante che da piazza Dietro Duomo si snoda lungo l'imponente architettura della cattedrale. Ci sono altri mezzi per riqualificare l'area attorno al Battistero: far argine all'invadenza delle auto, rendere visibile sul lato nord il giardino interno che è poi l'ex cimitero, ora ridotto a disadorno cortile».
PADOVA - Restauro del Battistero, Italia Nostra Non sigillate l'antico cimitero
Il progetto di riqualificazione e restauro del Battistero del Duomo di Bologna è stato affidato all'architetto Barato. L'associazione Italia Nostra apprezza il progetto, ma dissentisce su tre punti di fondamentale importanza. Il progettista ha individuato la causa del degrado del Battistero nelle fondazioni, dove è stata trovata una struttura cimiteriale del 1300. Il complesso sotterraneo è costituito da 12 stanze sepolcrali con scheletri e casse da morto. Italia Nostra si oppone alla sigillatura della pavimentazione per non cancellare la storia. Panajotti propone un approfondito studio archeologico per chiarire i dettagli sulla necropoli.
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