BRUXELLES- Bocciato un mese fa, il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato ieri sulla lista delle 30 maxi-opere infrastrutturali che l'Unione europea si impegna a realizzare entro il 2018. Fino all'ultimo minuto, c'è stata battaglia all'Europarlamento sull'ambizioso progetto caldeggiato dal governo e dallo stesso presidente del Consiglio. Il 16 aprile scorso, Silvio Berlusconi aveva scritto una lettera agli 86 europarlamentari italiani per invitarli a sostenere un'iniziativa che, a suo giudizio, «rappresenta per l'Europa una vera rivoluzione copernicana». Di sicuro, Ds, "verdi" ed eurodeputati di sinistra non hanno cambiato posizione, ma il loro tentativo di ripetere l'"exploit" di marzo è naufragato a causa della forte mobilitazione del centro-destra e del rischio di compromettere l'approvazione dell'intera "quick list". L'assemblea ha respinto con 309 voti, 181 a favore e 19 astensioni l'emendamento con cui i "verdi" chiedevano l'esclusione del Ponte dall'elenco dei progetti prioritari. Commenti entusiastici sono stati rilasciati dagli esponenti della maggioranza governativa. Per Maurizio Lupi, responsabile dei Lavori Pubblici di Forza Italia, «il Parlamento europeo da ragione all'Italia e conferma che il Ponte sullo Stretto è un'opera utile e strategica». Antonio Tajani, vice-presidente del Ppe e capogruppo di Fi, ha parlato di «successo per l'Italia, per il governo e per Silvio Berlusconi» ed ha polemizzato con le sinistre, «che hanno tentato di boicottare progetti che portano finanziamenti nel nostro Paese». Da parte sua, il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha assicurato che, anche senza l"'o.k." e i contributi della Ue, il progetto sarebbe comunque andato avanti ed ha aggiunto che «entro fine anno, a gennaio al massimo, sapremo chi costruirà il Ponte sullo Stretto di Messina». Ovviamente, masticano amaro gli avversari di un progetto definito da molti «un'idea sciagurata» e contrario agli interessi del Mezzogiorno. Ma c'è chi spiega la sconfitta con la minaccia che il governo avrebbe fatto pesare sui partner Uè. «Il nostro emendamento non è passato- ha dichiarato la capogruppo dei "verdi" Monica Frassoni- perché ha prevalso la volontà dell'aula di concludere ad ogni costo un accordo col Consiglio Ue prima della fine della legislatura, cedendo così al ricatto del governo italiano che ha minacciato il veto sulla "quick list" qualora fosse stato escluso il Ponte». Tra le 30 grandi opere, che Bruxelles considera prioritarie e da finanziare coi contributi Bei e il bilancio Ue, quelle che riguardano l'Italia sono il nuovo tunnel del Brennero e il Ponte di Messina da realizzare entro il 2015; il tunnel del Moncenisio da realizzare entro il 2017; la dorsale Adriatico-Tirrenica inclusa nelle autostrade del Mare da completare entro il 2010; l'asse ferroviario Lione-Genova-Ba-silea-Rotterdam-Anversa, che include la tratta Genova-Milano-Chiasso, da realizzare entro il 2018.
L'europarlamento ha detto sì al Ponte sullo Stretto di Messina
Il Ponte sullo Stretto di Messina è tornato nella lista delle 30 maxi-opere infrastrutturali dell'Unione europea da realizzare entro il 2018. Il progetto era stato bocciato un mese fa, ma il governo italiano ha ottenuto il sostegno della maggioranza governativa. I "verdi" e i "verdi" eurodeputati italiani non hanno cambiato posizione, ma il loro tentativo di escludere il Ponte dall'elenco dei progetti prioritari è naufragato. Il governo italiano ha minacciato il veto sulla "quick list" se il Ponte non fosse stato incluso. L'Unione europea ha deciso di concludere un accordo con il governo italiano prima della fine della legislatura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo