Sono queste le tre inchieste che nell'ultimo anno e mezzo hanno sconvolto la Maremma. In comune questi tre filoni della Procura hanno i presunti abusi edilizi contestati di volta in volta ai titolari di attività commerciali per quello che riguarda i gazebo, la costruzione di complessi residenziali senza i necessari permessi a Campagnatico. E infine un sistema di scambio tra amministratori, architetti e dipendenti comunali per quello che riguarda il Promontorio di Monte Argentario. In tutto sono una settantina le persone indagate a vario titolo nelle inchieste. Tra di loro tutta la giunta comunale di Compagnatico compreso il sindaco e il suo vice Elismo Pesucci. Nel gennaio dello scorso anno per il geometra Roberto Serfani e per l'architetto Lorenzo Racioppi responsabile pro tempore dell'uffici urbanistica scattarono anche le manette. Sono oltre quaranta invece le persone coinvolte nella maxi inchiesta di Monte Argentario, tra gli indagati anche l'ex vicesindaco Massimo Castriconi e il direttore dell'ufficio urbanistica, ora in pensione, Augusto Donati. Venti, infine, i titolari di attività commerciali: in primis bar e ristoranti, accusati di abusi edilizi per aver costruito gazebo chiusi senza che fossero previsti dal piano regolatore nonostante il via libera da parte del Comune di Grosseto.