La sovrintendenza per i beni architettonici ha dato il via all'iter che impedirà la demolizione del complesso Doppia soddisfazione per il sindaco: «Salva la struttura ma anche il progetto di cittadella dello sport» La sovrintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Verona ha aperto la procedura di vincolo architettonico che impedirà la demolizione del complesso edilizio di Corte Quari. Se non è il passo decisivo poco ci manca: ma la comunicazione arrivata la sacorsa settimana sulla scrivania del sindaco Silvano Seghetto, mette con ogni probabilità la parola fine ad una questione che si trascinava oramai troppo tempo. Sono infatti passati quasi 14 anni da quando il 26 aprile 1995 l'allora sovrintendente veronese Loris Fontana invitava «a vigilare affinché nelle more di perfezionamento del provvedimento il complesso rurale e il suo intorno vengano conservati nella loro integrità». L'area oggi fa parte di un accordo privato presente nel Piano di assetto territoriale - che nel frattempo è in attesa dell'approvazione da parte della Regione - stipulato dall'amministrazione con l'imprenditore Ennio De Vecchi. Il contratto sottoscritto dal privato e dal primo cittadino prevedeva «la ristrutturazione globale e l'ampliamento delle strutture esistenti, ovvero la demolizione e ricostruzione anche su nuovo sedime con volumetria massima di 40mila metri cubi di strutture edilizie da destinarsi alle seguenti funzioni: turistico ricettive, commerciali direzionali e residenziali. Fatte salve autorizzazioni di altri enti, necessarie per la realizzazione dell'opera». Ora che l'iter necessario per arrivare alle autorizzazioni è partito, l'antico complesso edilizio è salvo. Ma anche il Pat non rischia modifiche sostanziali secondo l'amministrazione. «L'accordo con il privato», sottolinea infatti il primo cittadino, Silvano Seghetto, «è chiaro ed includeva anche la clausola con l'ipotesi di eventuale vincolo. Dal nostro punto di vista non ci sono problemi e non siamo interessati a scontrarci per vie legali con il proprietario dei terreni». Il progetto della Cittadella dello sport, strettamente collegato con la cessione delle aree sulle quali andrà costruita e che in parte si trovano in quest'accordo, non corre alcun pericolo. Le motivazioni che hanno spinto la sovrintendente Sabina Ferrari a far partire la procedura di vincolo sono sia di tipo storico che artistico. Infatti, come si legge nella docmentazione, «Corte Quari è decorata da elementi pittorici ed era direttamente collegata con Venezia per via fluviale producendo canapa per le corderie venete, tanto da essere amministrata direttamente dalla Serenissima». Per completare l'iter che porterà al vincolo, del quale è responsabile di procedura il dirigente regionale per i beni culturali Ugo Soragni, dovranno ora passare 210 giorni, oltre la metà dei quali (140) a disposizione per le eventuali osservazioni da parte degli interessati.
COLOGNA. Corte Quari sarà vincolata. Verona apre la procedura
La sovrintendenza per i beni architettonici di Verona ha aperto la procedura di vincolo architettonico per impedire la demolizione del complesso edilizio di Corte Quari. Il complesso, che fa parte di un accordo privato con l'imprenditore Ennio De Vecchi, prevedeva la ristrutturazione e l'ampliamento delle strutture esistenti. Tuttavia, la sovrintendente Sabina Ferrari ha deciso di far partire la procedura di vincolo per motivi storici e artistici. Il progetto della Cittadella dello sport, collegato al complesso, non corre alcun pericolo. La procedura di vincolo dovrà durare 210 giorni, con 140 giorni a disposizione per le eventuali osservazioni degli interessati.
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