messaggi di solidarietà al sovrintendente del Massimo aggredito disegnano una mappa precisa di appartenenze e inimicizie. Schifani e Alfano sì, Miccichè no; Lombardo sì, Musotto no. Silenzio quasi totale dallopposizione, che avrà inteso prendere le distanze da un establishment colpevole della damnatio memoriae ai danni di chi - da Orlando ad Arcuri, da Giambrone a Betta - il teatro lo ha riaperto dopo ventanni e riportato ai fasti di un tempo. Se un uomo viene malmenato per il suo lavoro, però, una sinistra degna di questo nome dovrebbe far sentire alla vittima la vicinanza e agli assalitori lisolamento. Dire insomma che la lotta politica è qualcosa di diverso da una faida barbaricina.