Il parcheggio in uno dei luoghi più tutelati non ha precedenti. Neppure davanti alle due Camere è consentita la sosta La vicenda del parcheggio di Piazza Bellini - liberato dai ragazzi del Comitato omonimo, cui va tutta la riconoscenza dei cittadini - è emblematica della realtà (negativamente surreale) che si vive a Palermo. Il presidente del Consiglio comunale avrebbe trovato la soluzione (teoricamente provvisoria) di far traslocare il parcheggio, per lesclusiva comodità dei consiglieri, da piazza Bellini a piazza Pretoria, in attesa di soluzioni alternative (piazza Borsa). È più che evidente che il rimedio sia peggiore del male. Piazza Pretoria, infatti, è il luogo in assoluto più pregevole del centro storico. Se è così non si riesce proprio a comprendere per quale ragione possa essere usata "temporaneamente" piazza Pretoria e non direttamente piazza Borsa, dato che identico provvedimento dovrebbe essere adottato in un caso o nellaltro. Ma anche piazza Borsa non può essere la soluzione ottimale e definitiva, nel presupposto che tutte le piazze storiche dovrebbero essere già sin dora liberate dalle auto, in attesa della intera pedonalizzazione del centro storico. Evidentemente il presidente del Consiglio ignora che non si può posteggiare a piazza Pretoria perché si contravviene a quanto espressamente disposto dalla legge che tutela i beni culturali e ambientali. Essa, infatti, impone che aree immediatamente adiacenti ai monumenti non possono essere occupate, neppure temporaneamente, da alcuna struttura, anche mobile, se non dietro espressa autorizzazione, in casi eccezionali, da parte della Sovrintendenza ai Beni culturali. È questo il motivo per cui in piazza Pretoria vige il divieto assoluto di sosta. Ed infatti non cè città italiana, né tantomeno europea, che possa dirsi civile, in cui sia consentito posteggiare (tanto meno per pochi privilegiati) nei luoghi più pregevoli ed emblematici dei centri storici. Persino davanti al Palazzo Montecitorio e al Palazzo Madama è interdetto il posteggio e la sosta a tutte le auto, anche quelle del presidente del Consiglio e dei presidenti delle due Camere. «Ma qui siamo a Palermo». Questo è il leitmotiv quando si parla di illegalità. Con ciò si intende dire che qui, specialmente per coloro che detengono il potere, è possibile, impunemente, o quasi, calpestare le regole. E purtroppo, spesso, la frase viene pronunciata con un misto di rassegnazione e di malcelata approvazione delle "furberie", inammissibili nei luoghi civili. Le storture che si verificano nella nostra città sono state sempre giustificate, in malafede, da vergognosi paraventi rappresentati dai soliti stereotipi, (la povertà endemica, le ataviche colpe di tutti gli amministratori che hanno preceduto quelli che così cercano di avallare le proprie inefficienze, eccetera). Ma ormai il re è più che nudo e lo sanno anche le pietre ed è dato di comune cognizione, avvalorata dalle continue notizie di stampa, che i disastri della città e linefficienza degli amministratori hanno le loro ben precise cause nella inaudita ingordigia di potere e di denaro di alcuni gruppi egemoni che si alimenta attraverso il più sfrenato e degradante clientelismo e la corruzione. Fenomeni che gli amministratori non hanno voluto o saputo minimamente contrastare. Prova ne sia laumento esponenziale dei già paurosi debiti delle ex municipalizzate e dello stesso Comune che lo porterà inevitabilmente al dissesto. La vicenda del posteggio di piazza Bellini è oltremodo significativa sia del ruolo che si attribuiscono coloro che dovrebbero essere a servizio della collettività e primi tutori della cosa pubblica, sia del loro senso civico. Ancora una volta, con profonda tristezza e con disgusto, dobbiamo assistere allillegittima difesa, da parte di pochi, di miserevoli privilegi attraverso i quali si vuole sacrificare il diritto dei cittadini di potere godere dellarte e della bellezza della propria città e, peraltro, nella totale noncuranza delle dure critiche dei turisti che rimarrebbero sbigottiti dinanzi a tanta inciviltà. Il presidente del Consiglio comunale, che forse non ricorda gli esempi delle città ove vengono rispettate le basilari norme di civiltà, ritiri, dunque, la proposta con un atto di dovuta resipiscenza dando dimostrazione di avere capito cosa significhi amministrare per i cittadini e non contro di essi. Lautore è presidente del Comitato per il Centro storico
PALERMO - Auto in piazza Pretoria, privilegio di casta
Il presidente del Consiglio comunale di Palermo ha trovato una soluzione provvisoria per il parcheggio in piazza Bellini, facendo traslocare il parcheggio a piazza Pretoria, in attesa di soluzioni alternative. Tuttavia, piazza Pretoria è un luogo molto pregevole e non può essere utilizzato per il parcheggio. Il presidente del Consiglio comunale ignora le norme che tutelano i beni culturali e ambientali, e il divieto assoluto di sosta in piazza Pretoria è già previsto dalla legge. La vicenda è emblematica della realtà surreale che si vive a Palermo, dove il potere è spesso utilizzato per calpestare le regole e le norme di civiltà.
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