Qualcuno sarà rimasto anche male nel trovare chiusi il bosco di Capodimonte, il museo omonimo o quello di San Martino, ma si è potuto consolare con altri siti. Dal Madre al Museo archeologico, da Villa Pignatelli a Città della Scienza: presenze record, specialmente ieri. Con una media di 700 biglietti staccati nel giorno di Pasquetta. Senza contare il boom di Città della Scienza che ieri ha visto la presenza di 2000 persone. Molti turisti, la maggior parte stranieri, che si sono riversati nei vicoli dei Decumani in questo lungo fine settimana. Per loro non solo chiese, musei e siti storici ma anche diversi spettacoli del cartellone «Emozioni» curato dall'assessorato regionale al Turismo e dall'Ept. Spazi teatrali del centro antico di Napoli, dove sono stati in scena, tra domenica e ieri, tra gli altri, Enzo Moscato, i Virtuosi di San Martino, l'orchestra jazz della Federico II e ieri pomeriggio James Senese in piazza Dante. Molti spettatori anche per Isa Danieli in scena ieri al porticato del Palazzo Reale. Ma la vera sorpresa, sono le presenze nei musei cittadini. Ieri, in particolare. Al Madre il lunedì in Albis ha significato staccare ben 730 biglietti (quasi 1200 mettendo insieme anche il giorno di Pasqua). Quasi la stessa presenza a villa Pignatelli: solo ieri c'erano quasi ottocento visitatori alla mostra dedicata a Vincenzo Gemito. Inarrivabile, invece, il dato di Città della Scienza che ha dedicato domenica e lunedì, per ricordare il dramma abruzzese, al terremoto: duemila persone solo ieri con un boom di presenze alla lezione del sismologo Aldo Zollo. Ottima anche la performance del Museo Archeologico nazionale dove, però, persistono problemi per la carenza di personale. «Purtroppo - spiega il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo - il personale è sottodimensionato rispetto alle sale e deve districarsi a seconda dei flussi. Un problema che persiste da mesi e che va sempre più aggravandosi per i recenti pensionamenti». Senza contare le due mostre su cui si punta per i prossimi mesi: da fine aprile si potranno riammirare, dopo anni di oblio, la «collezione Affreschi», che raccoglie più di quattrocento pitture restituite dalle città vesuviane distrutte dall'eruzione del 79 d.C., e, a settembre, l'esposizione della «collezione Farnese» che costituisce la più grande raccolta di statue antiche al mondo. «Avremo sicuramente un gran bisogno di personale - conclude il soprintendente Guzzo - e spero che nel frattempo, grazie all'accordo Stato-Regioni per la gestione dei campi Flegrei, di poter dislocare alcune di quelle unità all'Archeologico».