Gli indizi ci sono. Evidenti. Sulle facciate e stato rimontato il ponteggio. Le porte vetrate che danno su via San Giorgio sono state pulite. Dentro il pavimento è lustro, sfavilla come le scale con i parapetti di cristallo e acciaio. Al di là del cancello liberty del portale dell'ex mercato dei bozzoli sono pronte le porte automatiche. Il Museo Archeologico Nazionale si prepara alla Settimana della Cultura, in calendario dal 18 al 26 aprile. E la sorpresa del ritorno degli Amanti ha tutta l'aria di essere imminente. Lo ha confermato prima di Pasqua il sovrintendente regionale all'archeologia Umberto Spigo: gli scheletri preistorici scoperti 26 mesi fa alle porte della città - il reperto pi importante, intrigante e appassionante di questo inizio secolo - ritornano. Abbiamo cercato un contatto con la responsabile del nucleo operativo di Mantova degli Amanti, Elena Maria Menotti. Niente da fare. Uffici chiusi sino a oggi e telefoni inarrivabii. Diamo per buona la notizia di Spigo e le segnalazioni che trapelano anche da Como, dove nei Musei Civici gli scheletri abbracciati da seimila anni sono in chek up dalla metà del febbraio 2007, dentro la zolla di terra di San Giorgio, area della Valdaro SpA, tenuta insieme da quattro tavole di legno e da una base centinata in acciaio. E inevitabile, prima o poi, gli Amanti dovevano tornare, anche se l'onda dell'interesse e dell'emozione (commuovono, non sono macabri) è rimasta là, strozzata nei primi giorni del secondo mese di due anni fa, con un'onda di clamore ffisoddisfatto. Inscatolati e spediti subito a Como. La ribalta mondiale (se ancora ci sarà o se si riuscirà a riaccenderla) dovrà attendere il ritorno, l'esposizione e di conseguenza la conclusione del Museo Archeologico Nazionale. Il rientro in occasione della Settimana della Cultura doveva, a quanto pare, restare top secret, un regalo, una grazia dell'archeologia che è scienza molto gelosa, sotterranea come le sue sostanze. Sarà o potrebbe essere una fugace visione dei progenitori ancora semi-emergenti dal lettone di terra bruna. Un apri e richiudi, come per dire che ci sono ancora, esistono, resistono, arrivederci a presto nel loro nuovo grand hotel di Piazza Castello ben lontano e diverso dagli umori e dalla smemoratezza del sottosuolo a nordest di Mantova. Ma non è che si profila il ritorno nei laboratori di paleobiologia di Como, dopo la fuga sul Mincio? Sono finiti gli esami? Si tratta di una restituzione definitiva con il responso su tutto ci che si voleva sapere sugli Amanti? Pare proprio di sì. Soltanto nei prossimi giorni, quelli più prossimi all'apertura della Settimana della Cultura la sovrintendenza archeologica scioglierà i dubbi sul destino e il mistero delle ossa. Un'occasione per vedere com'è fatto il Museo Archeologico Nazionale, ricavato nell'ex mercato della frutta, ex mercato dei bozzoli, ex Teatro Nuovo, ex teatro di corte.