Dopo quattro anni di lavoro abbiamo realizzato un prodotto che è all'avanguardia in Europa . Non nasconde la propria soddisfazione Antonia Pasqua Recchia, direttore generale per l'Organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali del ministero per i Beni e le Attività culturali, nell'annunciare la nascita di Culturaltalia , il portale della cultura italiana (wwwculturaitalia.it), che è stato ufficialmente presentato a Roma lo scorso 2 aprile al Complesso del San Michele nel corso del convegno Culturaltalia e il contributo italiano a Europeana. Con Culturaltalia sarà possibile fruire in rete del patrimonio culturale nazionale, attraverso un punto di accesso integrato e multilingue, per conoscere le risorse - digitali e non - dei musei, delle biblioteche, degli archivi e degli istituti di ricerca e di formazione del nostro Paese. Recchia, che ha diretto il gruppo di lavoro che ha realizzato il progetto, ha spiegato al Velino: 'Culturaltalia' rientra nell'ambito dell'iniziativa dell'Unione europea volta a fare in modo che in tutti i Paesi si costruiscano degli aggregatori nazionali delle risorse digitali relative al patrimonio culturale di ciascuno Stato. L'italia, nel campo della pubblicazione sul web delle informazioni culturali, è uno dei Paesi leader perché ha coordinato sin dal 2001-02 progetti europei importanti come 'Minerva' o 'Michael', a cui hanno partecipato tra gli altri Germania, Francia, Regno Unito e Spagna . Se cerchiamo un'informazione culturale su Google - ha rilevato Recchia - è possibile che questo arrivi a offrirci fino a 300mila indirizzi relativi a ciò a cui siamo interessati. Ma come si fa a sapere quale sito Internet, tra tutti quelli propostici da Google, è il più accurato, valido e dettagliato? È importante quindi che sul web ci sia anche un'informazione culturale di qualità, validata da chi nei vari Paesi ha il compito istituzionale di tutelare, conservare e valorizzare. È da queste considerazioni che si è deciso di dare vita a Cultura Italia. Il nostro Paese partiva da una situazione abbastanza arretrata, perché la maggior parte dei musei e degli istituti culturali non possedeva un sito web. Per prima cosa sono stati fatti i censimenti delle risorse digitali del nostro patrimonio artistico - ha spiegato Recchia - quindi sono stati finanziati i siti web di tutti gli istituti culturali e dei musei. Nel contempo si è lavorato su due piani: da un lato sull'infrastruttura tecnologica, cioè nella costruzione del portale Culturaltàlia'; dall'altro, nell'unificare tutte le banche dati, i siti e nel promuovere la digitalizzazione del patrimonio culturale per fare in modo che dentro questo grande contenitore rappresentato dal portale possano convogliare tutti i fornitori di informazioni culturali. Il portale Culturaltalia non ha una propria banca dati, ma è uno snodo attraverso il quale si possono ricercare siti selezionati che offrono informazioni culturali di qualità. In pratica 'Culturaltalia' - ha evidenziato Recchia -, è un grande motore di ricerca e, fatte le debite proporzioni e considerate le diverse caratteristiche, lo possiamo definire un Google culturale italiano'. Ma con una specifica: che la ricerca delle informazioni a cui siamo interessati non la svolge solo nei siti web, ma anche dentro le banche dati. E questo è l'aspetto più importante da sottolineare. Ci sono infatti istituzioni che non hanno siti web culturali già realizzati ma che possiedono, però, banche dati di grande valori: Culturaltalia' sarà in grado di far emergere anche queste informazioni. Stiamo insomma parlando di un portale che diventa un contenitore gigantesco, destinato a crescere continuamente mano a mano che vi aderiranno soggetti (musei, istituzioni, enti locali, ecc.) disposti a segnalargli i propri dati culturali . Recchia fornisce alcuni esempi delle potenzialità di Cultura Italia . Nel portale, è ovvio, ci sono tutte le banche dati e i siti relativi al ministero dei Beni culturali. Però adesso, grazie a un protocollo d'intesa che stiamo per concludere, anche le Regioni inseriranno le loro banche dati e i loro siti web dentro Culturaitalia'. In questo modo quando si va a digitare un nome nel campo ricerca del portale, verrà segnalato che il bene culturale che stiamo cercando si trova nel sito web del museo tal dei tali, nella banca dati dell'Istituto centrale per il catalogo, nel sito web della Regione e nella banca dati del Comune in cui si trova fisicamente l'oggetto in questione. Altro esempio. Una delle istituzioni che aderisce al portale è la biblioteca del Senato che ha già indicizzato e digitalizzato tutti gli statuti dei comuni d'italia dal Medioevo in poi. Per cui se su 'Culturaltalia' si fa la ricerca di un comune e questo si trova nella banca dati di palazzo Madama, il portale me lo segnalerà, potrò entrarci e sfogliarmi il volume dello statuto. Il portale, insomma, accoglie un patrimonio sterminato di informazioni culturali ad ampio spettro (si va dai monumenti ai musei, dalle aree archeologiche alle biblioteche passando per gli archivi), destinato a espandersi. Man mano che si fanno accordi con i vari fornitori di dati, Culturaitalia' crescerà - ha sottolineato Recchia -. Adesso abbiamo stipulato una collaborazione con le università e quindi sul portale andranno a finire anche le banche dati degli atenei. Puntiamo ad avere 17-18 milioni di informazioni. Ora, in fase di crescita, siamo intorno ai 4-5 milioni. Altro obiettivo da raggiungere nell'immediato futuro è quello di riuscire a fornire anche informazioni geografiche. Stiamo lavorando a una sorta di Google Maps' culturale - ha aggiunto Recchia -, in modo da creare itinerari logistici. Se ad esempio so che devo stare due ore a Torino, Culturaltalia' mi segnalerà quali beni culturali trovo in città, quali mostre sono allestite in quel periodo, mi consiglierà il percorso stradale da seguire, ecc . Quello creato dal Mibac è uno strumento che a livello europeo non teme confronti. Portali del calibro di CulturaItalia' in Europa non ce ne sono - ha evidenziato Recchia -. Ne sta costruendo uno simile la Francia e solo in parte uno anche la Gran Bretagna. Possiamo dire che l'Italia è all'avanguardia in questo settore anche perché nell'impostare il lavoro abbiamo preso in esame oltre 80 portali culturali di tutto il mondo e quindi abbiamo scelto le tecnologie più innovative. Inoltre il Mibac ha fatte scelte molto oculate dal punto di vista finanziario. Innanzitutto perché ha imposto al fornitore di utilizzare software a sorgente libera, i cosiddetti Open Source, in modo che non ci fossero costi crescenti nella gestione. Ma anche perché tale scelta ha permesso agli aderenti ai portale di non dover far fronte ai costi delle licenze. Costi che avrebbero dovuto sostenere nel caso la struttura informatica si fosse basata su altri requisiti. Come aggregatore nazionale, Cultura Italia fornirà informazioni al portale culturale europeo, Europeana.eu., il quale si basa appunto sui portali nazionali dei vari Paesi. Nel corso del convegno del 2 aprile scorso è stata lanciata la campagna "Aderisci a Culturaltalia" rivolta ai responsabili e ai gestori di contenuti culturali, in modo da estendere la rete dei partner di CulturaItalia e favorire di conseguenza la crescita di Europeana. È un invito rivolto non soltanto alle istituzioni - ha spiegato Recchia -. Penso ad esempio ai grandi fornitori di fotografie culturali, che in Italia non mancano, i quali aderendo al portale avrebbero modo di poter esporre il proprio patrimonio storico. Inoltre va messo in risalto un altro aspetto. il Mibac ha una banca dati sterminata di fotografie storiche, conservate nell'istituto centrale per il catalogo, che documentano la trasformazione dell'Italia da Paese rurale a inizio Novecento a Paese industriale nel secondo dopoguerra. Si tratta di immagini dal grandissimo valore artistico e documentale, spesso ricercate da amatori. Attraverso un sistema di e-commerce (commercio elettronico) sarà possibile acquistarle. Così uno studioso degli Stati Uniti che volesse avere una documentazione fotografica della costa laziale durante la Seconda guerra mondiale, può accedere alla banca dati dell'Aerofototeca, scorrere le immagini scattate dai voli della Raf nel 1944 e comprare on line la fotografia . Culturaltalia è uno dei progetti inclusi nel protocollo d'intesa firmato lo scorso 18 febbraio dal ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi e dal ministro della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione Renato Brunetta. A differenza dei suoi predecessori, che non avevano colto la validità di questo progetto - ha sottolineato Recchia -, va dato atto al ministro Bondi di aver finalmente recepiti il valore di una struttura del genere e di aver capito l'importanza strategica dell'iniziativa. Lo stesso può dirsi del ministero Brunetta che ha deciso di cofinanziare l'implementazione di questo portale culturale . Parallelamente a Culturaltalia, il Mibac sta sviluppando altri progetti legati al proprio sito Internet. Stiamo studiando un programma di innovazione basato su due cardini - ha dichiarato Recchia -. il primo, che potremmo denominare 'la cultura amica dei cittadini', mira a rendere più rapide e trasparenti le procedure amministrative del ministero e ad accrescere e snellire i servizi on line a disposizione degli utenti. L'altro, che si può definire 'cultura per tutti', punta a sfruttare la tecnologia per dare giusto risalto al nostro ricchissimo patrimonio culturale. Su questo ultimo aspetto stiamo pensando di mettere in rete visite virtuali di musei e aree archeologiche con ricostruzioni in terza dimensione. Si tratta di un'ampia gamma di realizzazioni tecnologiche innovative pensate sia per soddisfare una domanda che si è fatta più sofisticata, sia per attrarre soprattutto il pubblico giovanile con un linguaggio più accattivante e un sistema più rispondente al modo di pensare delle nuove generazioni.
Avanti!
14 Aprile 2009
Con Culturaltalia sarà possibile fruire in rete del patrimonio del sapere nazionale. Un Google culturale italiano.
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