Prima la dolorosa conta dei danni, quindi la messa in sicurezza di quello che ancora è in piedi, poi finalmente si potrà cominciare a pensare ai restauri. Sarà un lavoro «gigantesco, lungo e difficile», sospira il ministro Sandro Bondi, quello che a partire da oggi a L'Aquila impegnerà la task force del dicastero dei Beni culturali che dovrà occuparsi del patrimonio artistico colpito dal terremoto. Le forze in campo contano oltre 150 tecnici delle soprintendenze, a cui si aggiungono i volontari coordinati dalla Protezione civile e i carabinieri dei beni culturali. Per le prime emergenze, ricorda Bondi, ci sono 10 milioni di euro subito disponibili, che il ministero ha preso dai suoi fondi ordinari. Altri 5 milioni sono già destinati al polo museale de L'Aquila grazie all'accordo con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Ma ci sarà da lavorare per anni: «Ci aspetta un lavoro enorme - ripete il ministro - che faremo d'intesa con gli amministratori locali, i soprintendenti, la Protezione civile». L'aiuto dell'estero non si disdegna, anzi. Come primo passo è stata predisposta una norma per rendere più facili le donazioni da parte di enti nazionali e internazionali o privati. E il ministro ha chiesto al suo consulente Mario Resca (il manager che sarà presto direttore generale per la valorizzazione dei musei) di partire al più presto, prima tappa gli Stati Uniti, per prendere contatti con chi è disposto a fare una donazione per i monumenti danneggiati. Anche per i soccorsi all'arte, insomma, la macchina è partita, con il ministro deciso a guidarla in prima persona sul campo: «Sarò a L'Aquila ogni settimana», assicura. Oggi la prima riunione di coordinamento, domani il via ufficiale al lavoro dei tecnici, che avranno una base operativa nei tre container nei quali, dopo il crollo della sua sede, si è trasferita la soprintendenza. Ma le emergenze incalzano. E dopo il trasloco avviato venerdì dell'Archivio di Stato, ieri mattina a L'Aquila sono arrivati i carabinieri dei beni culturali per prendere in consegna il tesoro della Curia, oltre 500 tra ori e argenti, ostensori, calici e croci, capolavori dell'arte sacra, valutati milioni di euro, che sono stati caricati su un furgone e portati con doppia scorta a Roma, nei caveau del comando generale. Era un'operazione programmata per domani, racconta il colonnello Raffaele Mancino, ma domenica si è visto che non si poteva aspettare. Praticamente distrutto dalla furia del terremoto, come la vicina Cattedrale, il palazzo vescovile, dove era custodito il tesoro, ha continuato a venire giù anche con le scosse di assestamento. Da qui la decisione di anticipare, per non correre il rischio di perdere tutto. E già da domenica Protezione civile e soprintendenza stanno mettendo in salvo dipinti dalla Basilica di Collemaggio, tra queste anche «L'incoronazione di Celestino» di Carl Ruther (1630-1703). Oggi si andrà avanti, E si proverà ad entrare, anticipa il soprintendente Galletti, in un altro gioiello devastato dell'arte aquilana, la settecentesca Chiesa di Santa Maria del Suffragio, per salvare il polittico che era nell'abside.
L'AQUILA - In salvo i tesori della Curia, parte l'operazione Beni Culturali.
Il ministro Sandro Bondi ha annunciato che la task force del dicastero dei Beni culturali sarà impegnata a L'Aquila per la valorizzazione del patrimonio artistico colpito dal terremoto. La forza di lavoro conta oltre 150 tecnici delle soprintendenze, volontari e carabinieri dei beni culturali. Per le prime emergenze, sono disponibili 10 milioni di euro. Il ministero ha anche predisposto una norma per rendere più facili le donazioni da parte di enti nazionali e internazionali o privati. Il ministro ha chiesto al suo consulente di partire per gli Stati Uniti per prendere contatti con chi è disposto a fare una donazione per i monumenti danneggiati.
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