NAPOLI (c.c.) - L'arco di trionfo del Maschio Angioino in balìa dei vandali. Scritte di ogni colore e tipo sono comparse al varco di ingresso del cortile. L'allarma viene lanciato dal movimento Vanto di cui è presidente Angelo Forgione. Una quadro desolante e vergognoso nell'indifferenza degli organismi istituzionali, Soprintendenza e Palazzo San Giacomo. Nel frattempo su Youtube circola un video-denuncia che illustra una situazione che peggiora sensibilmente giorno dopo giorno. Che imbrattare i muri sia un abitudine tutta italiana è un dato di fatto - afferma Angelo Forgione - ma che a Napoli ormai si deturpino anche i monumenti con incuranza e simile facilità fa davvero specie . I controlli sono assenti ed è scontata l'impunità di chi commette tali atti. Fa per pi tristezza - spiega Forgione - che l'amministrazione cittadina che spesso si ritrova tutta compatta all'interno del Maschio Angioino e che per far ci varchi quella soglia con frequenza, faccia finta di nulla - sottolinea - e non abbia già provveduto a restituire decoro a un sito che è meta turistica obbligata. Il Piano di gestione' che l'Unesco ci chiede da tre anni per restare nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità - ribadisce Forgione - non viene presentato e Napoli rischia di perdere non solo i soldi ma anc1e la permanenza in tale lista . E ormai chiaro che è in gioco il destino di Napoli, la cui amministrazione deve capire che qui si sta giocando la partita pi importante per la rinascita. Ad ogni livello sociale, la sensazione è che la città, senza pi una guida, sia abbandonata a se stessa - conclude Forgione - E mentre altrove si piange il patrimonio artistico distrutto da eventi naturali, qui lo si distrugge lentamente per mano nostra.