DA GENOVA Un furto sacrilego con bottino dall'ingente valore, che comprende importanti tesori artistici e devozionali, è stato compiuto nella chiesa di San Michele Arcangelo di Clavarena, in Valle Scrivia nell'hinterland di Genova ignoti ladri hanno rubato quattordici tavole lignee della Via Crucis risalenti al 700, alcuni putti del secolo successivo, due angeli di bronzo che adornavano l'altare maggiore, un crocefisso in oro ed altri oggetti utili alla liturgia. Grande il valore degli oggetti spariti, ma ancora maggiore l'amarezza della c munità dei fedeli nella zona dove, oltre agli abitanti del posto, a frequentare quella chìesa. sono molti genovesi, che sulla collina hanno la seconda casa. «Un atto molto grave» lo ha definito monsignor Carlo Canepa, rettore legale della chiesa violata e che ricorda come quegli oggetti sacri fossero stati acquistati in gran parte grazie ad offerte dei fedeli che la frequentano e sono ora sbigottiti ed amareggiati davanti a questo evento, per giunta avvenuto poco prima di Pasqua. Il sacerdote ha chiesto vengano poste telecamere nelle chiese di campagna. Un deterrente ai malintenzionati e una salvaguardia di oggetti cari ai fedeli, spiega monsignor Canepa, raccqgliendo la solidarietà del sindaco Mario Palomba, primo cittadino dellaValbrevenna, che annuncia un consiglio - comunale per discutere del furto, non unico in chiese della zona.