I l personaggio al centro è inconfondibile: la giacca blu di gusto ancora settecentesco, le coulottes chiare strette dai lunghi stivaloni neri, adatti per le lunghe cavalcate, la generosa stempiatura e la faccia pienotta, dai lineamenti un po' italiani tipici dei còrsi. L'avranno riconosciuto sùbito i restauratori, quando l'affresco di Giovanni Carlo Bevilacqua è spuntato sotto gli intonaci di quello che oggi è un corridoio di Palazzo Loredan, attuale sede di quell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti che proprio Napoleone fondò all'inizio dell'Ottocento, affiancandolo ad analoghe istituzioni culturali sorte in quegli anni tra Francia e Italia. Un affresco napoleonico ritrovato: caso rarissimo a Venezia, dove le tracce della breve dominazione francese sono state generalmente cancellate, spesso per iniziativa dei successivi dominatori, gli Austriaci. Di questo dipinto, che rappresenta il condottiero reduce dalle sue campagne militari accompagnato dalla Vittoria e dalla Gloria, e accolto dall'Italia e dalla Francia che gli consegnano le rispettive corone, si conosceva già l'esistenza. L'autore stesso, Giovanni Carlo Bevilacqua, ne parla nella sua autobiografia, e un bozzetto dell'opera si conserva oggi al Museo Correr assieme a quelli di vari altri affreschi che decoravano le pareti vicine. Oggi spariti: scrivendone durante la vecchiaia, il pittore riteneva che tutto fosse stato «distrutto a colpi di martello» dai «Tedeschi», proprio com'era avvenuto a tanti leoni di San Marco travolti dai rivoluzionari. Ma gli Austriaci in realtà si erano limitati a ricoprire l'opera con uno strato d'intonaco. Consentendo, duecento anni dopo la caduta del condottiero, di recuperarne le fattezze. A commissionare l'opera fu il comandante della guarnigione francese di Venezia, il generale Louis Baraguay-d'Hilliers, comandante della quarta divisione nella battaglia di Rivoli e del sesto Corpo nella battaglia di Elschingen: un eroe, almeno fino a quando, durante la ritirata di Russia, un'intera brigata della sua divisione si arrenderà alle truppe zariste, provocando la sua sospensione dal servizio. Ma ai tempi del soggiorno veneziano, Baraguay- d'Hilliers è ancora un ufficiale in brillante ascesa, e tra le sale dell'antico palazzo patrizio adibito a comando di piazza delle sue truppe, fa attuare un programma iconografico sommariamente celebrativo. Ma di sicuro effetto. In quegli anni, davanti a Palazzo Loredan stazionano due garitte, e all'ingresso una rastrelliera trabocca di fucili carichi: tutto un viavai di ufficiali e di soldati, di dispacci e di ordini ricevuti e trasmessi sur-le-champ, ovviamente. Il precedente Un altro cimelio napoleonico ha fatto parlare di sé a Venezia in anni recenti: si tratta della statua di marmo di Napoleone realizzata da Domenico Banti nel 1811 e collocata in piazzetta San Marco, davanti a Palazzo Ducale, che dopo essere stata abbattuta dall'ira dei veneziani all'indomani della cacciata dei Francesi - è stata acquistata all'asta nel 2002. Prezzo: 353mila euro, 147mila dei quali offerti da un comitato francese per la salvaguardia di Venezia. Il resto, pagato dalla Cassa di Risparmio di Venezia e, per i costi connessi, dalla stessa amministrazione cittadina. L'acquisto, controverso anche in considerazione del minimo valore artistico dell'opera, fu oggetto di vivaci polemiche e di accesi dibattiti pubblici. La statua si ammira oggi a poca distanza dal luogo per il quale fu pensata, nella Galleria o loggia napoleonica del Museo Correr, cioè in un edificio eretto da Giuseppe Soli per iniziativa dello stesso imperatore francese al posto dell'antica chiesa di San Giminiano, costruita su un modello del Sansovino.
Napoleone nascosto - Nel 2002 le polemiche sulla statua
Un affresco napoleonico, realizzato da Giovanni Carlo Bevilacqua, è stato recuperato a Palazzo Loredan a Venezia. L'opera, che rappresenta Napoleone con la Vittoria e la Gloria, era stata commissionata dal generale Louis Baraguay-d'Hilliers, comandante della guarnigione francese di Venezia. L'affresco era stato nascosto sotto gli intonaci del corridoio del palazzo, dove era stato coperto da uno strato di intonaco. La sua scoperta è un caso raro a Venezia, dove le tracce della breve dominazione francese sono state generalmente cancellate. L'affresco è stato restaurato e ora si trova nel Museo Correr.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo