La conferenza Studiare la terracotta nel Rinascimento e come riscoprire una delle arti più preziose del Veneto. Mercoledì, alle 17 nel Salone di Rappresentanza del Circolo Ufficiali dell'Esercito in Corso Castelvecchio, con la lezione di Fabrizio Magani, Soprintendente per i beni storici artistici delle province di Verona, Rovigo e Vicenza, si chiude il ciclo di conferenze promosso dal Comune di Verona con un incontro che prenderà le mosse proprio da questo argomento, analizzando il complicato lavoro di sistemazione dell'ancona Ovetari. Nel 2005 si è infatti concluso il restauro della terracotta più famosa del Quattrocento padovano, l'ancona della cappella Ovetari, che si presentava in uno stato davvero disastroso. È stato un significativo contributo offerto alle celebrazioni di Andrea Mantegna, che mercoledì Magani racconterà nella sua forma compiuta, per parlare delle incredibili vicende conservative dell'opera, delle singolari ipotesi sulla sua paternità e dei dubbi sul ruolo degli artisti individuati: Nicolò Pizolo, Giovanni Da Pisa e Andrea Mantegna. Il restauro ha portato alla luce la straordinaria bellezza del modellato e una quantità di dettagli di finezza pari all'oreficeria; un'opera preziosa e miracolosamente salva, nonostante sia finita sotto le macerie nel 1944 e abbia patito una pesante storia conservativa. Ad accompagnare il pubblico, un esperto come Magani. È uno degli studiosi più competenti del settore. Collabora, in qualità di docente, con l'Università di Padova e con l'Accademia Cignaroli di Verona. Funzionario di Soprintendenza in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto orientale, dal 2008 è Soprintendente per i beni storici artistici delle tre province venete, nonché, con incarico ad interim, del Friuli Venezia Giulia. I suoi principali interessi si sono concentrati nell'arte veneta tra Sei e Settecento, con risvolti legati al collezionismo, argomenti su cui ha pubblicato numerosi articoli e contributi.