Pagliara: così non serve, bisogna far investire i privati Loris Rossi: dall'80 ancora nessun progetto specifico L'Albergo dei poveri è «un dinosauro abbandonato che succhia i soldi della collettività», secondo l'architetto Loris Rossi. Che non è l'unico a pensarla così, se mercoledì scorso l'attuale assessore all'Edilizia di Palazzo San Giacomo, Pasquale Belfiore, in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno lo ha definito «un bubbone », invitando la Regione Campania a «metterci dentro i suoi uffici» data l'indisponibilità finanziaria per gestirlo. Il vicesindaco Tino Santangelo, che ha la delega per la struttura, sogna ancora la «Città dei giovani», progetto faraonico sulla cui andata in porto non sono in molti a scommettere. «Cedere l'Albergo dei poveri alla Regione? Quella di Belfiore resta un'opinione e nessuno a Palazzo San Giacomo pensa di adeguarsi alla sua idea sbotta Santangelo Quando Belfiore avrà la delega per la struttura potrà decidere autonomamente. Il progetto per la Città dei giovani è ancora validissimo, sta andando avanti lentamente perché è un'opera colossale e dispone di fondi stanziati anno per anno». L'assessore al Patrimonio, Marcello D'Aponte, è anch'egli categorico: «Il Comune non ha alcuna intenzione di cedere l'edificio. Belfiore ha parlato in piena libertà, secondo la sua personale opinione, che però non è quella dell'amministrazione. Il progetto attualmente in vigore è quello della Città dei giovani: per realizzarlo stiamo anche liberando dei locali usati dal ministero della Giustizia come archivio». Ma l'architetto Loris Rossi non ha dubbi: «Immaginare una Città dei giovani in quella mega-struttura, un vero e proprio edificio-città, è un errore clamoroso di cui si prenderà la responsabilità storica chi lo sta commettendo». L'architetto, però, è anch'egli d'accordo sul fatto che cedere il palazzo non sia la soluzione migliore. «Ci vuole un'authority che prenda in carico questo gingantesco edificio e gli assegni finalmente una funzione accettabile. E' dal terremoto dell'80 che Palazzo Fuga ingoia soldi a non finire, e nessuno si prende la briga di redigere un progetto plausibile. Non esiste un piano di fattiblità né una destinazione d'uso: si procede con un modo di fare approssimativo. Come si fa a discutere di finanziamenti quando non si sa ancora l'edifico a cosa serva?». Secondo Rossi l'unica soluzione possibile già presentata ad un concorso circa tredici anni or sono è quella di costruire «un polo museale tripolare, collegando il museo nazionale e quello di Capodimonte con la metropolitana, l'Albergo dei poveri e Capodimonte tramite una funicolare, e prolungando la metro da piazza Cavour a Piazza Carlo III». Contro l'ipotesi di Belfiore si scaglia anche l'architetto Nicola Pagliara: «Il mio allievo Belfiore sta avendo delle esternazioni piuttosto bizzarre. Tanti anni fa ebbi l'incarico per il restauro di Palazzo Fuga, poi venne tangentopoli e la politica ebbe altro di cui occuparsi. Avevo fatto una ricostruzione della cattedrale che Fuga non era riuscito a terminare, in acciaio e cristallo. Gli altri locali potevano essere uffici a carattere culturale, mostre, studi, atelier e così via. Assegnarlo agli uffici della Regione sarebbe veramente la sua morte civile, e ancor più tragica è l'ipotesi fatta in passato di trasferirvi il dipartimento di Medicina della Federico II. Si tratta di un edificio nel quale Madre e Pan potrebbero essere inghiottiti completamente: Cicelyn ora fa ballare nel Madre, ma Palazzo Fuga sarebbe una struttura perfetta per questo tipo di eventi». Progetto possibile, secondo l'architetto, reclutando grossi sponsor privati e attuando la formula del project financing. Per Pagliara l'Albergo dei poveri è «un capolavoro assoluto di meccanica architettonica: bisogna arrivare agli inizi del Novecento per osservare un funzionalismo così spinto. E' decisamente il capolavoro di Ferdinando Fuga». La situazione di stallo in cui versa l'enorme struttura partenopea appare dunque ancor più triste. «Un peccato di Dio sentenzia l'architetto Un palazzo incompleto che amerebbe essere finito: si presta molto ad essere completato con strutture in acciaio moderne e avanzate. Fuga ne sarebbe molto felice».
NAPOLI Albergo dei Poveri: Un dinosauro succhiasoldi
L'Albergo dei poveri a Napoli è considerato un "dinosauro abbandonato" che succhia i soldi della collettività. L'architetto Loris Rossi e l'assessore Pasquale Belfiore hanno espresso opinioni contrapposte sulla sua gestione. Belfiore ha suggerito di cedere l'edificio alla Regione Campania, mentre Rossi sostiene che ci vuole un'authority che prenda in carico il palazzo e gli assegni una funzione accettabile. Rossi ha anche presentato un progetto per trasformare l'Albergo dei poveri in un polo museale tripolare, collegando il museo nazionale e quello di Capodimonte con la metropolitana.
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