L'operazione Il «tesoretto» del Duomo di San Massimo l'hanno salvato in tempo. La Curia arcivescovile era ormai pericolante, una nuova forte scossa e sarebbe tutto finito sotto le macerie: calici, pissidi, turiboli, il non plus ultra dell'oreficeria liturgica abruzzese. E poi una croce processionale in oro e argento della scuola di Nicola da Guardiagrele e un'altra settecentesca di anonimo impreziosita di smeraldi e rubini. I vigili del fuoco hanno deciso così di entrare da una finestra, svuotando le teche al secondo el terzo piano. Nove ore di lavoro: recuperati in tutto 500 pezzi per un valore complessivo stimato di 10 milioni di euro. Il tesoro, catalogato in loco dagli esperti dei Beni culturali, è stato poi preso in consegna dai carabinieri del reparto Tutela patrimonio culturale e rinchiuso in via Anicia a Roma nel caveau del Comando. Felicissimo, al termine, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici regionali Maurizio Galletti che ha annunciato per dopodomani anche lo sgombero (alla presenza del ministro Bondi) del Museo nazionale d'Abruzzo. (f. cac.)