Guardando per caso un documentario in televisione ho riscoperto uno di quei personaggi della cerchia dei «trapassati alla storia», ovvero l'archeologo Luigi Maria Ugolini. È ricordato come una pedina culturale della scacchiera fascista: le sue ricerche a Butrinto sono ahimè ricordate come una conquista geopolitica prima che culturale. Considerato il periodo della sua attività difficilmente poteva essere altrimenti. A questo punto le chiedo: in che misura l'archeologia è stata utilizzata da Mussolini come legittimazione culturale dei propri disegni politici? fcandolfigmail.com Caro Candolfi, L a politica archeologica italiana all'epoca di Mussolini non fu sostanzialmente diversa da quella dell'Italia pre-fascista e dei maggiori Paesi europei. Se desidera approfondire l'argomento, può ricercare in biblioteca un libro pubblicato dall'editore Valerio Levi nel 1990: «Archeologia e Mare Nostrum. Le missioni archeologiche nella politica mediterranea dell'Italia 1898-1943». L'autrice, Marta Petricioli, racconta la storia delle maggiori spedizioni, le continue preoccupazioni finanziarie da cui erano assillate, l'intreccio fra politica culturale e strategie diplomatiche. Le missioni servivano ai governi europei per mostrare la bandiera nazionale in Paesi spesso arretrati, ma anche, più concretamente, per stabilire contatti con le autorità locali, raccogliere informazioni, sorvegliare le iniziative degli stati che perseguivano gli stessi obiettivi. Gli archeologi, dal canto loro, erano lieti di collaborare con i governi. Qualcuno era nazionalista, e quindi ben contento di promuovere indirettamente gli interessi politici ed economici del suo Paese. Altri avevano capito che i finanziamenti sarebbero stati tanto più generosi quanto più il governo avesse constatato l'utilità politica della missione; e non perdevano occasione per decantare i grandi vantaggi che la madrepatria avrebbe tratto da quelle imprese. Nel caso dell'Italia l'argomento vincente era quello della romanità. Tutti gli scavi diretti a ritrovare tracce di presenza romana davano un contributo alla tesi nazionalista della continuità storica fra l'antica Roma e la nuova Italia; e garantivano quindi maggiori finanziamenti. Luigi Maria Ugolini appartiene a questa seconda categoria. Era nato a Bertinoro, in provincia di Forlì, nel 1895, aveva fatto studi di archeologia preistorica, aveva combattuto nella Grande guerra ed era stato ferito a un rene. Quando il ministero dell'Educazione lo incaricò di una missione in Albania nel 1924, Ugolini aveva dunque 29 anni. Cominciò con qualche scavo che tendeva a dimostrare l'esistenza di un legame fra le antiche popolazioni illiriche e i moderni albanesi (una tesi gradita al governo di Tirana), ma finì per concentrarsi sui siti romani. Il suo Ministero lo assecondava, ma fino a un certo punto. Il direttore generale delle Antichità e Belle Arti, Roberto Paribeni, era costretto a fare i conti con un bilancio limitato e doveva tenere conto delle esigenze di missioni più importanti. La situazione accennò a cambiare quando Mussolini, allora ministro degli Esteri, dimostrò di essere personalmente interessato agli scavi albanesi. Ugolini cominciò allora a scavalcare il suo Ministero e a solleticare l'appetito della diplomazia italiana per il controllo delle missioni archeologiche nel Mediterraneo. Il successo venne quando il grande cantiere di Butrinto, nell'Albania meridionale, permise di portare alla luce i resti di un teatro, di una chiesa bizantina, di un pozzo sacro, del pavimento a mosaico del battistero, delle pitture di un palazzo romano, di una strada e di un molo. Non è tutto. Al di là dei suoi meriti archeologici Butrinto presentava il vantaggio di essere la città descritta da Virgilio in cui Enea aveva fatto sosta durante il viaggio che lo avrebbe portato da Troia sulle coste della penisola. Non era soltanto un sito archeologico. Era un «luogo sacro» della nazione italiana e apparteneva, come si sarebbe detto allora, alla «storia della stirpe». Da allora Ugolini fece viaggi all'estero, pubblicò libri, godette di una certa notorietà e fu preso in considerazione per missioni più importanti e ambiziose. Ma verso le metà degli anni Trenta si ammalò, forse per i postumi della ferita ricevuta nella Grande guerra. Continuò a lavorare sino a quando le condizioni di salute non lo costrinsero a ritirarsi nel paese in cui era nato. Morì nel 1936.
Corriere della Sera
14 Aprile 2009
Anche l'archeologia al servizio del potere
SE
Sergio Romano
Corriere della Sera
L'archeologo Luigi Maria Ugolini è stato un personaggio culturale della scacchiera fascista. Le sue ricerche a Butrinto in Albania sono state utilizzate da Mussolini come legittimazione culturale dei propri disegni politici. Ugolini era un archeologo nazionalista che collaborava con il governo italiano per promuovere gli interessi politici ed economici del paese. Le sue missioni archeologiche servivano a stabilire contatti con le autorità locali, raccogliere informazioni e sorvegliare le iniziative degli stati che perseguivano gli stessi obiettivi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 18 Feb 2006
Il vaso di Eufronio: perché torna soltanto ora
Corriere della Sera · 24 Feb 2006
Arte italiana all'estero: quando è meglio lasciarla dov'è
Corriere della Sera · 5 Set 2008
DIPLOMAZIA ARCHEOLOGICA LA VENERE DI CIRENE
Corriere della Sera · 13 Set 2008
Come la testa di Butrinto fu restituita all'Albania
Corriere della Sera · 21 Giu 2009
VENERE, GIOCONDA, PERSEFONE IL VA E VIENI DELLE OPERE D'ARTE
Corriere della Sera · 28 Giu 2009
Se le opere d'arte disperse stanno meglio dove sono
Corriere della Sera · 11 Feb 2010
EMERGENZA E REGOLE
Corriere della Sera · 21 Nov 2010
L'ARTE SEPOLTA NEI DEPOSITI UN PIANO PER USARLA
Corriere della Sera · 25 Nov 2010
Perché in Italia è difficile amministrare la cultura.
Corriere della Sera · 19 Lug 2011
Per una biblioteca europea nel futuro di Milano
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Adnkronos · 15 Apr 2007
ARCHITETTURA: 'QUALITA' ITALIA', PROGETTO PER OPERE PUBBLICHE DI VALORE
www.aziendalex.kataweb.it · 15 Apr 2007
Consiglio di Stato -Il Comune non può affidare i lavori di manutenzione dei beni culturali a proprie società Obbligo di gara pubblica per affidare i restauri
Il Mattino · 15 Apr 2007
Zona franca a Napoli est, il centro storico si ribella
Il Gazzettino · 15 Apr 2007
Montagnana - I merli delle mura nord rischiano di crollare: colpa delle erbacce
la Repubblica · 16 Apr 2007
TORINO - "Attenti, Campo Volo è uno scrigno"
Il Giornale di Calabria · 16 Apr 2007
"Speculazione edilizia da fermare"
Il Secolo XIX · 15 Apr 2007
MONTELEONE DI SPOLETO (PERUGIA). Spoleto rivuole la Biga d'oro
Corriere di Viterbo · 15 Apr 2007
Cammini europei. Rieti sulla rotta francigena
il Sole 24 Ore · 15 Apr 2007
NEW YORK - Ercole torna al Metropolitan
Libero · 15 Apr 2007
Darsena senza uscita Ora il Comune vuol rifare il bando
Il Mattino · 16 Apr 2007
Pompei, assunzioni a chiamata diretta: dopo le proteste dei sindacati medierà il soprintendente regionale
Adnkronos · 16 Apr 2007
BENI CULTURALI: MARCHETTI, A TIVOLI DOPO L'ESTATE AL VIA RESTAURO TEMPIO DI ERCOLE
Il Messaggero · 16 Apr 2007
Turismo. I record di Roma siano d'esempio
Corriere della Sera · 16 Apr 2007
Cremona. Duomo in technicolor, è polemica
Corriere della Sera · 16 Apr 2007
Cremona. Un grave errore nella terra dei Castiglioni
Il Mattino · 16 Apr 2007
Campania. Industriali e Regione a confronto con rappresentanti di 30 aziende internazionali
Il Tirreno · 16 Apr 2007
SEMINARIO ALLA NORMALE. La Toscana meta prediletta del "Grand Tour"
l'Unità · 17 Apr 2007
ARTE TRAFUGATA II Comune spoletino chiede al Metropolitan di New York la restituzione della scultura. E per la Biga rapita i monteleonini scendono in piazza
La Nazione · 17 Apr 2007
PAESAGGIO - S'infiamma il caso-Lama Lettera dì protesta a due ministri
Corriere della Sera · 17 Apr 2007
Pisa dona la sua Torre. Via ai lavori. Ma è una follia. Luci per simulare la pendenza. Verdi all'attacco