P. Antonio Di Marcantonio è Rettore della Basilica di Santa Croce Egregio Signor Sindaco, da circa un anno in Piazza Santa Croce, più esattamente sul sagrato della Basilica ogni notte, da mezzanotte alle tre del mattino una grande quantità di giovani, al suono di tamburi «rallegrano» gli abitanti che hanno la «sfortuna» di abitare questo quartiere. Per non parlare dei cumuli di sporcizia sul sagrato e sui gradini della Basilica che i «bravi» giovani lasciano ogni notte. Certo, la mattina, tutto viene pulito; ma non sarebbe meglio prevenire, anziché far perdere tempo e denaro. Che fine hanno fatto le delibere di qualche mese fa? Óra quello che temevo, da un anno a questa parte, si è verificato: i marmi della facciata della Basilica sono diventati «manifesti» sui quali esprimere «il senso artistico» e mettere in evidenza la stupidità di tanti giovani lasciati in balia di se stessi. È un fatto grave che non può non chiamare in causa le autorità comunali e, in particolare Lei, come primo cittadino e che ha la responsabilità dell'ordine pubblico. È una situazione che non può più essere tollerata e, personalmente, mi faccio voce di tanti cittadini che a me si rivolgono. Se questa è la situazione oggi, che sarà nelle notti di estate? E non è che la situazione, sul sagrato e sui gradini della Basilica sia migliore durante il giorno: al posto dei giovani «nottambuli» dilagano i venditori ambulanti e bivaccano i turisti, ignorando completamente l'ordinanza che non è più neanche leggibile. La settimana scorsa siamo stati convocati in Comune per un esame della situazione delle nostre piazze. Cos'è stata «sollecitudine elettorale?». Se questi che le allego sono i risultati, non so cosa pensare. Certo è preferibile l'impegno per «avvilire» gli automobilisti, far rispettare i divieti di accesso e sosta, curare i parcheggi a pagamento, impegnarsi nella campagna elettorale..., ma a chi spetta la tutela della pace e della tranquillità in un quartiere che è quasi abbandonato a se stesso? Mi perdoni questo «mio ardire», ma si è reso necessario per amore a questa città che vuole recuperare il suo ruolo di «città d'arte» e, più ancora, valorizzare al meglio tutti i suoi complessi monumentali che hanno segnato profondamente la dimensione civile, culturale e religiosa della nostra città e che costituiscono un capitale da investire per il futuro.