La forza della musica ROMA C'è anche una solidarietà che tende le sue braccia in nome della cultura. Risuoneranno nel Museo nazionale degli strumenti musicali di Roma gli organi danneggiati dal terremoto. «Siamo disposti ad ospitare gli strumenti musicali danneggiati nel terremoto dell'Abruzzo - dice il direttore del museo, Antonio Latanza-. Noi abbiamo a disposizione tutto il secondo piano del museo». Tra le opere che il museo romano, situato in piazza Santa Croce in Gerusalemme, sarebbe pronto a mettere in mostra nei propri ambienti ci sono l'organo di Luca Neri, del 1650, dell'oratorio dei Cavalieri Dei Nardis; l'organo di Santa Maria Collemaggio della fine del '600 (raro perchè ha la caratteristica "quinta del lupo", ovvero un registro particolare di suono); infine, l'organo costruito nel 1782 da Adriano Fedeli della chiesa di San Bernardino. «Quando avremo il piano completo delle opere danneggiate ci offriremo di ospitare anche altri strumenti danneggiati - aggiunge il direttore del museo - Il nostro aiuto è lo stesso che abbiamo offerto per il terremoto del Friuli. Garantiamo non solo l'ospitalità delle opere ma anche l'assistenza storica e tecnica alle ditte di restauro che vorranno eseguire il lavoro». Un'iniziativa lodevole che riceve subito il plauso di Italia Nostra: « Si tratta di un bellissimo e nobilissimo contributo - sottolinea Andrea Costa, consigliere del direttivo di Roma dell'associazione -. Sicuramente aiuta anche a rilanciare questo museo che è nato nel 1974». Anche il tesoro musicale abruzzese potrà dunque "sbaraccare" a Roma dove saranno custoditi anche i 500 pezzi del tesoro della diocesidell'Aquila. Ostensori, calici, croci di ogni epoca, per un valore di milioni di euro sono stati portati nella capitale, dove verranno custoditi nei caveau dei carabinieri dei beni culturali.