È come imbarcarsi su un volo: prima bisogna passare l'esame del metal detector , togliersi dalle tasche le monetine, il cellullare, le chiavi di casa, sfilarsi dal collo la digitale o la telecamera, a volte anche l'anello dal dito. E fa un certo effetto 2757 anni dopo la fondazione di Roma spogliarsi di tutto questo sotto lo sguardo di un centurione armato di daga. Che sorride come se tutto fosse come ieri, come sempre. Sorride ai bambini «per non spaventarli». E ai turisti, i suoi clienti, per proporre la più classica ma anche la più banale delle foto ricordo. L'"operazione Colosseo" scattata in questi giorni ha creato senza volerlo una sovrapposizione di epoche e di emozioni. Entrare nel più famoso monumento della romanità, simbolo stesso della Città eterna, e sottoporsi al rito moderno delle ispezioni. Una procedura dettata dall'emergenza, sperimentata già nel settembre del 2001 dopo il crollo delle Torri Gemelle, e ripristinata da alcuni giorni, purtroppo per gli stessi motivi di allora. Tutti in fila sotto le arcate e fino ai Fori Imperiali. Al Colosseo ma con l'angoscia di trovarsi alla periferia di Falluja o di Badgad . «La domenica mattina può arrivare anche a Caracalla - ha voglia di scherzare un addetto al botteghino - ; nei giorni di Pasqua abbiamo avuto migliaia di visitatori, ma quasi nessuno si lamentava per le procedure, sanno che non è colpa nostra, che lo facciamo per la loro sicurezza». Il Viminale ha elencato nei giorni scorsi tutti gli obiettivi sensibili. In tutta Italia sono circa 13 mila. I più sensibili, se così si può dire, sono proprio a Roma. Oltre a San Pietro, cuore dello Stato Vaticano, nel mirino dei terroristi ci potrebbe essere proprio l'Anfiteatro Flavio di Vespasiano, già luogo di martirio per schiavi e cristiani. E così, mentre al Prado di Madrid, dopo la scelta del leader spagnolo Zapatero, si allentano i controlli, a Roma si rafforzano. «Ci hanno detto - spiega un altro addetto - che i metal detector e i vigilantes che li gestiscono - sarebbero rimasti solo pochi giorni. Noi speriamo che sia davvero così. Non vorremmo che fossero ancora qui quando si svolgerà la "Settimana dei Beni culturali", quando è previsto l'ingresso gratuito e ci sarà il pienone». Il personale tacitamente assicura che tra i visitatori vi sono anche agenti in borghese. Travestiti da turisti vegliano sulle antiche vestigia e sui moderni gladiatori.
Sicurezza, metal detector al Colosseo
Il Colosseo di Roma è stato oggetto di controlli di sicurezza dopo l'emergenza terroristica. I visitatori devono passare per un esame del metal detector e togliersi oggetti personali come cellulare e chiavi. Il personale di sicurezza è stato rafforzato e i controlli sono stati aumentati dopo la scelta del leader spagnolo Zapatero, che ha deciso di allentare i controlli al Prado di Madrid. A Roma, i controlli sono stati mantenuti e il personale di sicurezza ha assicurato che tra i visitatori ci siano anche agenti in borghese. I controlli sono stati criticati come "operazione Colosseo" e hanno creato una sovrapposizione di epoche e emozioni.
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