Il graffito è lì da cinque mesi Il Comune tarda a rimuoverlo. L'assessore: «Aspettiamo il via libera» (f.man.) Palazzo comunale imbrattato e mai pulito. Lo denuncia il blog Degradodivarese, degradodivarese.blogspot.com: uno scarabocchio murale di dimensioni non irrisorie giace indisturbato da mesi e in bella mostra per tutti i passanti sulla facciata di Palazzo Estense, sul lato della biblioteca civica. «È comparso da oltre 5 mesi e in tutto questo tempo non è mai stato ripulito», denuncia il blogger varesino, «viene rabbia pensando che questo è il palazzo più importante della città e la sede del municipio. A Parigi l'avrebbero dovuto cancellare per legge entro soli 15 giorni, il comune di Varese invece cosa aspetta ad intervenire?». «Che la Sovrintendenza ci dia il via libera ? risponde l'assessore ai lavori pubblici, Gladiseo Zagatto, che ha contattato le belle arti subito dopo la comparsa del malriuscito scarabocchio ? quando ci sono di mezzo loro si sa che i tempi sono lunghi, non ci possiamo fare niente». La lettera informativa è stata inviata, si sta attendendo una risposta per capire quando faranno un sopralluogo per valutare il danno subito dal palazzo; una volta deciso come intervenire e stimato il costo, il Comune potrà partire per rimuoverlo. E le spese naturalmente saranno nostre. «La Sovrintendenza non ha colpa per quello sfregio, gli imbecilli sono nostri e se li deve accollare la comunità. Comunque le scelte si concordano con loro non per dei capricci ma per conservare al meglio le opere, questo vale anche per il nostro palazzo: non si può ripulire con lo stesso sistema che usiamo sugli altri edifici». La ditta già appaltata per le pulizie mondiali infatti lava tutto quello si riesce a rimuovere e copre con una tintura il più simile possibile quello che non viene via. «Non si può applicare alle parenti di Palazzo Estense che è stato dipinto con una tintura particolare, oltre tutto sono sfumature di colore difficilmente replicabili con esattezza». Lo scarabocchio murale comunque non è stato un atto provocatorio secondo Zagatto. «Per lanciare una provocazione ci vuole un cervello, imbrattare un palazzo storico ne indica senza dubbio l'assenza. Il problema è che non ci sono molti strumenti per difendere la città dalla stupidità di questi soggetti, che tra l'altro finisce per costare un sacco di soldi a ognuno di noi. Le telecamere credo servano a poco in questi casi, se mai possono fare da deterrente, ma l'unica vera possibilità di tutela per il palazzo comunale sarebbe quella di illuminarlo a giorno; in effetti ci stavo già pensando ma i costi sono molto elevati».