Grifoni replica a Giani: «Un'idea paranoica, servono soltanto più controlli» Acidini: «Che dispiacere». Lolli Ghetti: «Non si può ingabbiare la basilica» Anche il direttore degli Uffizi Natali contro l'ipotesi del Comune: «Basterebbe che la gente sviluppasse un po' di senso civico in più» Ma quale cancellata, meglio i controlli. I soprintendenti fiorentini non seguono l'assessore Eugenio Giani: la soluzione ai problemi di Santo Spirito (bivacchi, scritte, rifiuti) non è la cancellata, ultima ratio da usare solo dopo aver provato altri rimedi. «Siamo alla paranoia», stronca subito la proposta la soprintendente ai beni architettonici Paola Grifoni. «Intanto, è una novità: nessuno me ne ha mai parlato. Sono contraria. Non è questo il sistema per salvaguardare i monumenti. La cancellata diventa l'occasione per gettarci dentro la roba, allucchettarci le biciclette. E perché allora non metterle sulle vie, di cancellate, così si chiude anche la piazza e la vediamo da fuori? Mi sembra il sistema meno idoneo», insiste Grifoni. E poi, c'è un problema di impatto architettonico: «Già è discutibile metterle dove c'è un loggiato. Figuriamoci lì: cosa facciamo, cento metri di cancellata sul sagrato di una chiesa senza un portico? Possiamo non essere d'accordo sulle scelte per salvaguardare il decoro, ma c'è un problema architettonico. Così, è folle ». Ma il problema rimane: «Certo, ma coinvolge il degrado dell'intera città: una volta che hai salvato Santo Spirito, poi hai il problema di piazza del Carmine, dappertutto. Ma quella è una piazza pubblica. Vogliamo difendere così i monumenti? C'è il palazzo d'angolo, con quella bella seduta: i bivacchi si sposteranno lì, abbiamo risolto qualcosa? Il problema sono i controlli. Mettiamo multe salate, un presidio più oculato: ci sono zone presidiate tantissimo ma serve ben poco, a Ponte Vecchio ci sono i vigili che mandano via ogni due secondi gli abusivi ma non risolvono niente. Perché non ne mettiamo uno di più in Santo Spirito? Sinceramente, in genere, lì, vigili, ce ne sono zero. E poi, il problema del degrado è anche altro, come i terrificanti posaceneri che sembrano fustini del sapone. Se per buttare una cicca mi devo sorbire 800 cose mostruose... E anche in quel caso, come per Santo Spirito, nessuno ci ha contattato». Più sfumati gli altri commenti, ma il tono non cambia. «Mi dispiacerebbe molto se venissero alzate delle cancellate dice la soprintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini perché Santo Spirito è una basilica di impianto brunelleschiano e convive armoniosamente con il resto della piazza». Diventa più flessibile se si parla di sicurezza: «Posso capire che la sicurezza venga prima di tutto, ma sarei molto dispiaciuta ». Persino il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, che in passato si era dichiarato favorevole a ipotesi simili, appare ora un po' meno intransigente: «Come ho già detto in altre occasioni, in generale sono dell'idea che i monumenti vadano protetti, anche con delle cancellate se necessario, però penso anche che si debba valutare un caso alla volta. Se il problema è il bivacco, non si può pensare di mettere dietro cancellate tutta la città, ma alcune cose che vanno indistintamente protette sì, come ad esempio le sculture. Tutto questo in attesa che le cose cambino. Se tra i cittadini e i visitatori si sviluppasse un po' di senso civico in più, a quel punto non ci sarebbe più bisogno di nessuna barriera». Decisamente contrario all'«ipotesi cancelli» Mario Lolli Ghetti, direttore generale per i beni culturali della Toscana, che non ha esitato a commentare: «Dove si vorrebbero mettere queste cancellate? Tutto intorno alle gradinate? Sono assolutamente contrario: sarebbe come mettere in gabbia la basilica di Santo Spirito». E sul tema sicurezza, bivacco e pericolo vandalismo propone soluzioni alternative. «Sarebbe più giusto aumentare i controlli, anche se la situazione dal punto di vista della sicurezza è diventata intollerabile, penso che non si possa pensare di risolverla con delle barriere». Per non parlare delle difficoltà logistiche di realizzazione: «Ritengo che in questo caso specifico non ci sia nessuna motivazione storica né architettonica ».