NAPOLI - Archivi trascurati confronto aperto Giulio Raimondi, presidente dell'Associazione Amici degli archivi onlus La lettera di Salvatore Varriale del 4 aprile può stupire solo coloro che per gli archivi napoletani ed in particolare per quello del Comune di Napoli non hanno alcun interesse. L'unica sede auspicata dal Varriale è la prescrizione che dal 1964 la Sovrintendenza Archivistica per la Campania - da me diretta in passato - ha dato all'amministrazione comunale e da questa sempre disattesa. Nel 1975 la sede destinata a Archivio Storico del Comune, costruita a tal scopo a P.zza Giovanni XXIII-Soccavo, invece di accogliere e custodire tutte le scritture degli archivi del Comune è stata utilizzata per la maggior parte da uffici, dai vigili urbani, dalla sanità e solo alcuni locali destinati agli archivi di deposito degli assessorati. Nel 1980 i locali di San Lorenzo con ingresso dalla Torre di Masaniello e destinati all'archivio furono invece, in occasione del terremoto del novembre, sottratti alla loro destinazione e utilizzati per le emergenze del sisma. Con successivi provvedimenti mai comunicati alla Soprintendenza Archivistica furono ridotti ulteriormente gli spazi disponibili in base a convenzioni stipulate con le altre Soprintendenze. Dal 1983 al 1991 numerosi furono gli edifici «studiati» per ospitare l'Archivio Storico ma per nessuno si riuscì a raggiungere risultati concreti. Soltanto con la prima giunta Bassolino e la Commissione per gli Archivi presieduta da Amedeo Lepore furono concretizzate alcune delle varie proposte: la sede prevista attualmente (salvo smentite) è l'edificio già dell'anagrafe sito in P.zza Dante. L'Archivio Storico del Comune di Napoli, pur distrutto più o meno totalmente, conserva però un notevole patrimonio è può essere «ricostruito» per la storia della città e della società napoletana per i secoli passati. La sua documentazione, però, va conservata e valorizzata e basterebbe per iniziare, bandire un concorso riservato agli archivisti per la direzione dell'Archivio. Per ogni archivio è necessario un archivista ma questo principio basilare è inosservato e da più di dieci anni non vi è una dirigenza tecnica.