Chiuse 9 sale su 16. "Custodi in ferie e malattia". Protestano i turisti Alla Reggia di Capodimonte 400 biglietti staccati ma appartamenti reali off-limits Pieni gli alberghi medi e i bedbreakfast, in difficoltà i grandi hotel I turisti arrivano in città, ma trovano i musei con le sale chiuse. Ieri allArcheologico 9 padiglioni su 16 erano off-limits. E in mattinata chiusi anche gli appartamenti reali di Capodimonte. La causa? Mancanza di personale, per organici ridotti, ferie e malattie. Proteste dei turisti. Intanto sono pieni alberghi a tre stelle e i bedbreakfast. In difficoltà i grandi hotel che offrono le stanze sotto costo. In Città arrivano i turisti "low cost". Gli alberghi a tre stelle e bed and breakfast resistono alla crisi e gli hotel extra-lusso tentano il tutto per tutto con stanze sottocosto, ma non arrivano oltre il 40 per cento delle prenotazioni. Una città in cui i turisti premiano i musei, presi dassalto, ma tra proteste e lamentele. Interi padiglioni di quelli statali sono chiusi per mancanza di personale. Alle 15, per esempio, al Museo archeologico nazionale, su 16 padiglioni ben 9 sono off-limits. Il tabellone allentrata è cosparso di divieti daccesso. Un gruppo di otto donne francesi, con zaino in spalla e sandali si lamenta, chiede di vedere il Gabinetto segreto. Alla protesta si unisce una famiglia di Urbino. Alla fine il personale apre la sala, ma ne chiude unaltra. «Dobbiamo fare i salti mortali per non mandare indietro i visitatori e ci dispiace - dice Paola, del banco assistenza - Siamo pochi troppo pochi e cè stato anche un errore nella programmazione dei turni, tra malattie, ferie e permessi. Siamo mortificati. Questo dovrebbe essere un museo europeo, ma il ministero è in crisi e ha ridotto i fondi. Io, per esempio, sono una assistente museale, parlo 4 lingue e vengo impiegata come custode». Così se i turisti protestano, il personale, che guadagna 60 euro al giorno, è sul piede di guerra. «Cè una carenza strutturale. Siamo il 35 per cento in meno - dice Marina - Io lavoro qui con due contratti diversi, sono una ex Atm e lavoro part-time». Troppi prepensionamenti e nessuna assunzione, assieme allapertura di nuove sale (il 29 aprile dovrebbero aprire di nuovo gli affreschi). «Per non parlare delle condizioni di lavoro - interviene Pasquale - gelo dinverno e caldo destate e la sala egizia chiusa perché forse a causa della formaldeide si sprigionano vari gas e il personale si è più volte sentito male». Nonostante i disservizi, ieri alle 16 erano già 1000 i visitatori. «Siamo in netta ripresa», commenta Aniello alla biglietteria dellArcheologico. Lamentele anche al museo di Capodimonte, dove ieri sono stati staccati 400 biglietti, ma in mattinata, sempre per mancanza di personale, gli appartamenti reali erano chiusi al pubblico. «Sono venuta apposta - dice Mariapia Moretti, turista romana - E trovare gli appartamenti reali chiusi è stata una delusione». Alla biglietteria si giustificano: «Se ci sono dei gruppi organizziamo delle visite guidate». Grande successo di presenze al Museo di San Martino. «Siamo andati meglio di ogni aspettativa. Stamattina abbiamo staccato oltre 500 biglietti - dice Andrea alla biglietteria - Sabato in tutta la giornata un migliaio». «Tranne i bagni, molto sporchi il museo è bellissimo, ben tenuto e organizzato»,commenta Marina Cussino di Cuneo, in vacanza con un gruppo di amici. I dati dei musei raccontano di un ritorno dei turisti in città, ma è un turismo a "basso costo", a caccia del risparmio. Infatti sono pieni i bed and breakfast e gli alberghi a tre stelle (al Cavour il 94 per cento delle stanze è occupato e al SantAngelo il 100 per cento). Invece i grandi alberghi, nonostante una serie di maxi offerte, sono mezzi vuoti. Al Vesuvio, in questo week-end di Pasqua, una matrimoniale vista mare costa 230 euro a notte (invece che 450), ma ieri erano occupate solo il 40 per cento delle stanze e oggi il 35. Stessi dati per il Royal Continental (con pacchetti di 2 giorni a 300 euro a persona), al Britannique (una doppia a 110 euro, invece che 145) e al Parkers. In alcuni casi sembra andar peggio anche rispetto al 2008, anno dellemergenza rifiuti. «Lanno scorso a Pasqua avevamo il 72 per cento delle stanze occupate - dice Rosaria dellHotel Chiaja - questanno il 52».