La protesta dei ricercatori: salterà il Mese della Scienza Il Comune non paga gli stipendi al Museo Lavorano tutti i giorni con i conservatori del Museo di Storia naturale, ma dallinizio dellanno sono senza contratto. E senza stipendio. Sono nove collaboratori, tutti professionisti, che da anni portano avanti gran parte dellattività del museo, eppure a metà aprile non sanno ancora che ne sarà del loro futuro. Dopo tre mesi di lavoro volontario, ora hanno deciso di bloccare alcune attività. Nella sede di storia naturale a rischio mostre e convegni "Così non possiamo andare avanti" Di certo salteranno gli eventi previsti per giugno, il "Mese della Scienza" come è stato battezzato dallassessore alla Cultura Massimiliano Finnazer Flory. Ma anche la mostra sugli illustratori naturalistici progettata nellambito delle iniziative dellanno darwiniano. E non è detto che anche altre attività possano essere rinviate, cancellate, ridotte. Succede al Museo di Storia naturale dove dal primo gennaio nove collaboratori sono senza contratto. E da più di tre mesi lavorano senza stipendio. Così, dopo settimane di indagini e richieste di chiarimento, ora scrivono una lettera aperta per denunciare la loro situazione, per chiedere il sostegno dei cittadini e spiegare che non sono più in grado di garantire la loro presenza «con conseguente impossibilità per il museo di svolgere svariate funzioni, oltre alla compromissione delle attività previste per il mese della Scienza», almeno finché non ci sarà un segnale chiaro da parte del Comune. «Avevamo pensato di organizzare dei picchetti - racconta Ilaria Vinassa, direttrice della sezione fond raising e relazioni esterne del museo - , ma abbiamo scelto la formula della lettera per non far pesare la protesta sugli utenti. Picchettare avrebbe significato chiudere il museo, invece in questi mesi ognuno di noi, per passione e senso di responsabilità, ha continuato a lavorare per non privare la città di un patrimonio culturale così importante. Ma ora davvero non capiamo quali siano i progetti dellamministrazione». Loro sono quelli che affiancano i dodici conservatori assunti nella ricerca scientifica e nella manutenzione del museo. Si occupano delle collezioni sotto alcol, delle pubblicazioni, della parte grafica, delle foto ai minerali fossili, delle conchiglie, dei legni fossili. «Senza di noi il museo non può funzionare - conclude Vinassa - dal momento che è già di molto sotto organico rispetto ai grandi musei dEuropa, nonostante sia uno dei più importanti. La domanda è: che cosa vuole fare il Comune di questo patrimonio?». I nove collaboratori, a cui se ne aggiungono altri tre che lavorano allAcquario, se lo chiedono ogni giorno da settimane. E, nonostante tutto, ogni mattina si presentano ai giardini di Porta Venezia per tenere in vita uno dei gioielli della città.