I sindacati contestano il documento del cda: "Offensivi i riferimenti alla stretta gestionale" "Non cè dialogo col vertice, noi non siamo violenti" "È sbagliata lequazione tra lintimidazione e il risanamento dei conti dellente" Le parole del cda presieduto dal sindaco Diego Cammarata sembrano piovute come macigni sulla testa dei dipendenti: «Nellaggressione al sovrintendente il cda riconosce una aggressione al teatro e ai suoi vertici gestionali», ha messo nero su bianco il consiglio di amministrazione. Subito dopo la conferenza stampa del sindaco, i lavoratori si sono ritrovati davanti alla portineria del teatro. Sul banco viaggiava di mano in mano un foglio con un messaggio di solidarietà. Non solo una condanna per la vile aggressione, ma anche il sostegno a un sovrintendente che lavora «con coraggio e dedizione» e che con la sua gestione «ha ridato nuovo vigore al teatro e serenità al personale». Un foglio che hanno firmato solo alcuni. Perché a un tratto cè chi ha letto lattestato di stima e ha deciso di preparare un altro documento: «Condanniamo laggressione ma non elogiamo lattività del sovrintendente», dicevano i lavoratori che hanno messo in giro il nuovo foglio per le firme. La spaccatura tra Cognata e i suoi dipendenti, vista ieri dalla portineria del teatro, sembrava insanabile. «Perché accusano noi? - diceva a voce alta Ignazio Battaglia, violinista - Perché escludono a priori che ad aggredirlo siano stati altri, magari i suoi alunni alluniversità?». I lavoratori del Teatro Massimo non ci stanno. Tra le urla di gente che si accalorava, solo una dipendente si avvicina per sottolineare che lei ha firmato il primo di volantino. Ma tra chi affollava latrio, sembrava tra le poche a pensarla così. «Tra noi e Cognata si sta creando un solco sempre più profondo - dice Maurizio Rosso, ballerino, rappresentante della Cgil - Noi siamo artisti, non siamo violenti. Le accuse che il cda ha mosso allintero teatro sono offensive e mortificanti». Tra i sindacati e Cognata il dialogo è fermo da tempo: «Sono cinque mesi che non ci convoca - continua - non ci mette a parte di nulla, non si confronta». Di certo gli ultimi episodi non sono serviti a stemperare la tensione: prima la messa in libertà dei lavoratori che avevano chiesto di andare in scena in abiti civili per il «Faust» di Gounod con Bocelli. Ma soprattutto, a fine febbraio, la decisione di licenziare i 12 amministrativi sotto processo per la truffa sugli assegni familiari. «Anche in quel caso, come accaduto con laggressione, le colpe sembrano ricadere su tutti i lavoratori, che sono poco meno di 400 - dice Paolo Cutolo della Fials, sindacato tra i più battaglieri - per il cda la vile intimidazione che noi tutti condanniamo sembra legata allopera di risanamento dei conti fatta da Cognata. Unequazione sbagliata. Dimenticano che sono stati i lavoratori e i sindacati a firmare gli accordi, dagli incentivi per lesodo al taglio dei concerti promozionali, per permettere ai conti di tornare in ordine». «Sono stati i lavoratori i veri sponsor del risanamento, pagandolo di tasca loro - dice Benito Carollo della Uil - Lavoratori che fanno i conti con una gestione chiusa al dialogo, lontana». A disagio, anche quelli che una tessera sindacale non ce lhanno. Come Salvo Greco, primo violino dellorchestra, in organico dal '91. «Legare a doppio filo laggressione al teatro è un po come accusare tutti i lavoratori - dice - Credo sia importante cominciare a dialogare e a confrontarsi. Per lasciare meno spazio a sospetti e fraintendimenti».