La vittima: "Un giovane mi ha preso a calci vicino a casa" Laggressore spalleggiato da un complice Una pista porta ai licenziamenti Una scorta armata per difendere Antonio Cognata, il sovrintendente del Teatro Massimo aggredito da due sconosciuti venerdì sera in via Civiletti mentre tornava a casa. A decidere la scorta è stato ieri mattina il Comitato provinciale per lordine e la sicurezza convocato in via straordinaria e presieduto dal prefetto Giancarlo Trevisone. Saranno i carabinieri a garantire la sicurezza di Cognata, che a febbraio, attraverso una telefonata anonima, era stato già raggiunto da minacce. In passato lo stesso Comitato aveva rifiutato di mettere sotto tutela Cognata che da ora in poi sarà seguito nei suoi spostamenti da una vigilanza discreta ma costante. Poche settimane fa lauto di Giuseppe DellAira, il vicepresidente del consiglio damministrazione del Massimo, era stata danneggiata con alcuni calci. Intanto, proseguono le indagini sullaggressione. Ieri Cognata ha formalizzato la denuncia contro ignoti e ha ricostruito ai carabinieri per lennesima volta quanto accaduto. Era a piedi e tornava a casa dal Teatro Massimo, di cui è sovrintendente dalla fine del 2004 dopo essere stato segretario generale dello stesso ente quando sindaco era Leoluca Orlando. Arrivato in via Civiletti, è stato avvicinato da due persone a bordo di una moto: chi guidava aveva il casco, mentre chi è sceso per il pestaggio era un giovane corpulento a volto scoperto. Cognata, in unazione fulminea, è stato raggiunto da un calcio che lha fatto cadere sul marciapiede. Altri ne sono arrivati in successione, mentre la vittima era a terra e urlava disperato senza che vi fossero testimoni in grado di aiutarlo. Nel tentativo di difendersi, il manager è riuscito a far cadere a terra il suo aggressore che poi si è rialzato, è salito sulla moto che poi è ripartita in corsa. Cognata avrebbe anche provato a segnarsi i numeri della targa, ma il giovane lavrebbe coperta con i piedi. Cognata, con i vestiti laceri e una spalla dolorante, è rientrato da solo nella casa di via Dante dove ad attenderlo cera la moglie. È stata lei ad accompagnarlo in macchina a Villa Sofia, dove i medici gli hanno diagnosticato una lussazione alla spalla e una sospetta microfrattura allomero. I sanitari volevano anche ricoverare il sovrintendente, ma lui ha preferito tornare a casa. Da qui Cognata ha chiamato subito il prefetto Trevisone prima e il sindaco Cammarata subito dopo. Sono i carabinieri del comando provinciale guidato dal colonnello Teo Luzi a seguire le indagini. Vogliono capire se, ed eventualmente come, laggressione possa essere legata alle precedenti minacce, ai 12 licenziamenti di altrettanti dipendenti che per anni avevano illecitamente incassato assegni per figli portatori di handicap defunti o inesistenti. Curiosamente, tutti risultavano avere un mutuo presso ununica fondazione, e le rate mensili erano esattamente il doppio di quegli assegni. E anche quella fondazione è adesso sotto indagine.