A via di San Gregorio, spiega il comunicato, verranno posizionati i "temporary box" della scuderia Red Bull. Ancora: «la monoposto, guidata dallastro nascente della Formula 2 Mirko Bortolotti, sfreccerà verso piazza del Colosseo, arriverà ai Fori Imperiali e farà quindi un rapido dietrofront per terminare la corsa sotto lArco di Costantino». Prima della Red Bull, «per riscaldare la folla, sfreccerà la fiammante Citroën C4 WRC, la vettura campione del mondo rally». «Sono queste le iniziative che servirebbero a valorizzare larea archeologica più nota in tutto il pianeta, piuttosto che la sua pedonalizzazione? - incalza Legambiente Lazio - A questo serve il commissariamento delle Soprintendenze? Così si educano i giovani a non correre sulle strade cittadine? Se queste sono le premesse al famigerato Gran Premio di Formula Uno a Roma, la contrarietà dei cittadini e di Legambiente è più che giustificata, e certo non solo per problemi ambientali». Lassociazione lancia il suo appello ad Alemanno: «Attendiamo che il sindaco ritiri lautorizzazione eventualmente rilasciata e che il Commissario dinieghi il suo consenso». Nel frattempo, Red Bull, ignara della battaglia e delle proteste di Legambiente, va avanti per la sua strada e pubblicizza sul suo sito la Red Bull Racing proponendo un video con la monoposto in corsa, con tanto di nuvole di fumo e rombo di motore. «Il 18 aprile la Formula Uno entra nella...storia», conclude il comunicato.
ROMA - "Via la Formula Uno dal Colosseo" Legambiente contro la corsa in centro
Il Gran Premio di Formula Uno a Roma, previsto per il 18 aprile, è stato oggetto di proteste da parte di Legambiente Lazio. L'associazione ha sollevato preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale e alla pedonalizzazione dell'area archeologica. La scuderia Red Bull ha annunciato che i suoi "temporary box" saranno posizionati vicino alla via di San Gregorio, mentre la monoposto sfregherà per la piazza del Colosseo e i Fori Imperiali. Legambiente ha lanciato un appello al sindaco e al commissario per ritirare l'autorizzazione e il consenso. Red Bull ha pubblicizzato il video della sua monoposto in corsa sul suo sito, non essendo a conoscenza delle proteste.
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