I titolari del locale contro il Comune: ci vietano pure gli ombrelloni DOPO le verande "storiche" di via Altabella, di piazza Minghetti e via Goito, la guerra del Comune ai dehors dei locali pubblici fa unaltra vittima: già eseguita lordinanza di demolizione per quello del bar Bios in piazza Galilei, una mega struttura da una quarantina di posti con impianto di condizionamento e persino il parquet a terra. «Non potevamo fare altrimenti - dice il titolare Vincenzo Di Grado - in dicembre il Comune ci ha notificato lordinanza di demolizione, e il 16 marzo siamo stati costretti ad obbedire. Per noi è un gran danno, soprattutto in un momento di crisi come questo: se ne vanno quaranta posti sicuri, che utilizzavamo sia dinverno che in estate. Ma non basta: nellordinanza dellamministrazione comunale, che ci consente almeno di tenere qualche tavolino allesterno, sta scritto anche che non possiamo montare nemmeno un ombrellone per il periodo estivo. Per avere il permesso dovremo rivolgerci alla Soprintendenza. So che la gestione precedente alla mia, quando ha acquistato la licenza, ha speso quasi 50mila euro solo per la veranda esterna. In un certo senso, soldi buttati». Un destino segnato, quello dei dehors bolognesi, in particolare quelli in centro storico, sul quale lAscom alla fine di ottobre ha firmato un accordo quadro con Comune, Prefettura e Soprintendenza per scongiurare lo smontaggio durante la cattiva stagione. Un accordo grazie al quale, probabilmente, sono riusciti ad ottenere una proroga i gestori del Caffè Atlantico di piazza Azzarita, anche questo colpito da unordinanza di demolizione. Il termine ultimo scadeva il 31 ottobre scorso, ma la veranda da sessanta posti addossata al Paladozza è ancora lì e lavvocato Andrea Ferrerio che curava gli interessi dei gestori, la società Atlantica Srl, ha rinunciato al ricorso al Consiglio di Stato.