I TEMPI Obbligo di chiudere entro il 2014 LUCCA. Il sindaco faccia chiarezza sui tempi di innalzamento del tetto del teatro del Giglio. A chiederlo è l'associazione Italia Nostra. «Recentemente Favilla ha detto che al Giglio non si potrà intervenire prima di 5 o 6 anni - afferma il presidente dell'associazione Roberto Mannocci - peccato che 20 giorni prima l'amministrazione avesse inviato alla Regione, per accedere ai fondi europei, il piano di riqualificazione del centro storico (Piuss) in cui si impegna a chiudere i cantieri entro il 31 dicembre 2014. E tra i progetti presentati c'è proprio "l'urgente sopraelevazione del tetto del palcoscenico di circa tre metri", per un importo totale di 1.562.512 euro con una quota di finanziamento di 937.507 euro». «Non solo - continua Mannocci - questo intervento al teatro del Giglio è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche con delibera di giunta del 24 febbraio scorso, e con delibera del consiglio comunale del 26 febbraio, con il sì bi-partisan di maggioranza e opposizione». «Ora il sindaco afferma che queste cose non si possono iniziare, nemmeno la sopraelevazione del tetto, se non tra cinque o sei anni. Citiamo alla lettera: "Verrà prima realizzato l'auditorium in centro dell'intervento al Giglio, per il quale, a mio avviso, ci vorranno alcuni anni, non meno di cinque o sei. Infatti, per alzare il tetto del teatro comunale e per altri interventi di ampliamento servono anche alcuni fabbricati adiacenti, di proprietà del demanio, ma ancora non abbiamo risposte dallo stato sulla possibilità di acquisirli. Sono convinto che faremo prima a realizzare la nuova struttura (auditorium) in città che ad alzare il tetto del Giglio"». «Queste parole non hanno colpito nessuno, meno che mai, naturalmente, i gruppi della cosiddetta opposizione comunale. Ma la partecipazione al bando Piuss per accedere ai fondi europei rappresenta un impegno preciso, dove l'amministrazione assume di rispettarne tempi, scadenze e regole e di restituire, eventualmente, quanto indebitamente fruito in caso di defaillance». «Allora le cose sono due (o tre) - continua Italia Nostra - o non risponde al vero l'affermazione perentoria e reiterata sul Giglio fatta dal sindaco a fine marzo (ma non abbiamo motivo di supporlo), oppure gli amministratori lucchesi hanno partecipato al bando Piuss con assai approssimazione, sperando e confidando che quelle scadenze siano "alla moda italiana" od anche, forse, sperando in un controllo assai poco formale, insomma più vicino al costume dei faccendieri che a quello europeo». «Tenendo conto, poi, della problematicità delle realizzazioni di altri progetti Piuss, sia per incerta disponibilità degli immobili (sede dei carabinieri in Cortile degli Svizzeri), sia per manifestata non condivisione di organismi quali la soprintendenza verso talune opere (ellisse di Piazzale Verdi, parcheggio), ci domandiamo con quali criteri di concretezza abbia operato l'amministrazione comunale nella costruzione di questo "castello", che poteva costituire una vera occasione per la città». «Quello che vorremmo dalle nostre Istituzioni è serietà e trasparenza, perché è indispensabile per farci credere nelle stesse».