Ogni museo italiano adotti un bene culturale mobile fra quelli danneggiati dal terremoto. E la proposta lanciata, tramite un'agenzia di stampa, dal professor Francesco Buranelli, segretario della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa e già direttore dei Musei Vaticani. Proposta che ha già suscitato un coro di adesioni, prima tra tutte quella di Antonio Paolucci, attuale direttore dei Musei Vaticani, i cui laboratori, ha detto, sono pronti a restaurare opere danneggiate. Analoe reazioni dal Polo museale fiorentino, dall'Istituto Centrale per il Restauro di Roma e dall'Associazione restauratori d'Italia. «Lancio un appello ha detto Buranelli a tutti laboratori di restauro italiani, grandi e piccoli, per iniziare a raccogliere e restaurare le opere mobili delle chiese danneggiate dal sisma». Un'azione di solidarietà concreta per mettere in sal vo «suppellettili d'altare, dipinti, argenti, tessuti e l'intero patrimonio che era custodito negli edifici di culto e nei musei». Buranelli ha poi esemplificato: «Bastano dei calcinacci che cadono su una tela e provocano un strappo perché ci sia bisogno di un intervento, Quella tela, dunque, pu essere adottata da un laboratorio direstauro», mettendo così in atto una piccola, ma importante azione di solidarietà. Naturalmente, ha aggiunto Buraneffi, saranno importanti anche altri interventi. Il premier Berlusconi ha riferito di aver proposto al presidente Obama di indirizzare proprio sul patrimonio artistico e monumentale gli aiuti americani e di aver trovato disponibilità a parlarne nel corso di una prossima visita a Washington. L'idea di contribuire alla ricostruzione delle chiese colpite dal terremoto è «benedetta», ha commentato Buranelli. «Speriamo che alle parole seguano i fatti e che anche altri Stati facciano lo stesso».