Fra i numerosissimi impianti termali di Roma e dell'Impero, il complesso fatto costruire dall'imperatore Caracalla a partire dal 212 d.C. è fra i più notevoli per grandiosità e stato di conservazione. Ben 32l metri per 328; corpo centrale che presentava in allineamento assiale le grandi sale per i bagni a varie temperature (caldarium, tepidarium, frigidarium) più il laconicum per il bagno di sudore, e, disposti simmetricamente attorno a quest'asse, ambienti di servizio e palestre; un enorme spazio aperto attorno a tale impianto, chiuso da un poderoso recinto provvisto di esedre che ospitava biblioteche, sale per conferenze, cisterne. Le terme, insomma, erano una grande struttura polivalente; le cisterne erano capacidi 80000 metri cubid'acqua, eperalimentarlefu costruita una derivazione dell'Acqua Marcia; oltre a una altissima qualità architettonica splendida doveva essere la cupola del caldarium, purtroppo in gran parte perduta), era presente una impressionante quantità di capolavori, come le colossali sculture che appartennero alla CollezioneFarnesee ora sono nel Museo Nazionale di Napoli (il Toro, la Flora, l'Ercole), i mosaici con atleti conservato nel Museo Lateranense- Vaticano, le vasche di granito ora visibili in Piazza Farnese. Nei sotterranei è un articolatissima rete di corridoi e sale di vario genere: vi si installò anche un Mitreo (luogo per il culto iniziatico e misterico del dio orientale Mitra), che è il pi grande conosciuto a Roma. Dati sbalordttivi. E dire che le Terme di Diocleziano, costruite fra 298 e 306 d. C., erano ancora più grandi: metri 380 x 370.La fase culminante (potremmo dire) di una tipologia edilizia che è quasi un simbolo della qualità della vita a Roma e nelle province. Quando i Barbari danneggeranno gli acquedotti e le tenne cadranno in disuso, sarà davvero la fine di un epoca.