Nella villa di fronte alla spiaggia di Perde Sali un museo. Illegale. Anfore puniche, brocchette romane, monete di varie epoche, urne, lucerne e unguentari. Sessantasei reperti archeologici di inestimabile valore storico. Un tesoro, insomma, che una donna di 55 anni esponeva nel salone della sua abitazione (i pezzi pi voluminosi), in cassaforte (le monete) e in alcuni locali di sgombero. La collezionista è stata denunciata a piede libero dai militari del Gruppo della Guardia di finanza per possesso illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Se riconosciuta colpevole rischia sino a tre anni di reclusione. IL RITROVAMENTO. La parte investigativa dell'operazione Mariga (in sardo brocca) che ha portato alla denuncia della donna è stata illustrata ieri dal maggiore Massimo Salemi. Le indagini, non semplici per il muro di omertà che protegge un certo tipo di collezionisti, sono partite a marzo di quest'anno da alcune confidenze ricevute dai militari: in quella casa con le vetrate che si affacciano sul mare c'è un tesoro archeologico. Così, sotto la stretta sorveglianza del sostituto procuratore Alessandro Pili, sono mi- ziati i pedinamenti e gli accertamenti. Una volta raccolti gli indizi è scattata la perquisizione. Il 2 aprile i militari hanno bussato alla porta della villa: nel salone hanno trovato le anfore, in cassaforte alcune monete e in altri locali brocche e reperti. Una collezione di notevole valore. I REPERTI. Una volta sequestrati, i reperti sono stati esaminati da Donatella Salvi della Suprintendenza archeologica. Anfore, brocche e monete che sono stati giudicate dagli esperti di notevole pregio e di particolare interesse sotto il profilo storico e archeologico. Ecco i pezzi pi pregiati della collezione sequestrata: anfora tardo-antica del VI-VII secolo dC. anfora punica ambito Sulcis, presumibilmente proveniente da necropoli, delV sec. a.C.; anforetta dauna a bocca larga, con due anse, 2 prese e decorazioni di tipo geometrico di colore bruno, presumibilmente proveniente dall'area pugliese, del VI eV secolo a.C.; brocchetta di epoca romana ascrivibile del IV-V secolo dC.; anfora olearia con orlo svasato e piede a puntale, dell'epoca romana - IV secolo dC.; tazza di età preistorica, tendenzialmente ascrivibile al XVI secolo a.C.. LA PROPOSTA. I reperti archeologici sono stati sequestrati dal magistrato. Una volta che il fascicolo delle indagini sarà chiuso ci sarà il problema di dove sistemarli. «Saremo ben felici di esporli nel nostro museo di Pula i reperti», afferma la direttrice Ignazia Chessa.
SARDEGNA SARROCH - Preziose anfore nella villa museo
Il museo di Pula, in Sardegna, ha recuperato 60 reperti archeologici provenienti da una villa di fronte alla spiaggia. I reperti, tra cui anfore puniche, brocchette romane e monete, sono stati sequestrati dai militari della Guardia di Finanza. La collezione è stata scoperta da una donna di 55 anni che li teneva in casa. La donna è stata denunciata per possesso illecito di beni culturali. I reperti sono stati esaminati da un esperto e sono stati giudicati di particolare interesse storico e archeologico. Il museo di Pula ha espresso il desiderio di esporli nel proprio museo. I reperti sono stati sequestrati e sono attualmente in un luogo sicuro.
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