Per ora i riflettori sono tutti puntati sulle vite spezzate e sugli edifici crollati. Ma presto, molto presto, superata la fase più acuta dell'emergenza, l'attenzione si concentrerà sulla ricostruzione. E questa volta il governo non vuole ripetere gli errori del passato. Quindi, tempi e finanziamenti certi, con una cabina di regia unica per monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento dei cantieri: L'obiettivo è di aprire e chiudere i cantieri in 24-28 mesi al massimo. Prima di tutto, però, si dovrà procedere con una valutazione dei danni. Sulle cifre nessuno, nel governo, vuole sbilanciarsi. Al ministero delle Infrastrutture il responsabile del dicastero, Altero Matteoli, ha messo in piedi una vera e propria task force per seguire la situazione in tempo reale. Ma amministratori locali e tecnici hanno già cominciato a fare i primi conti del terremoto. Particolarmente colpito, ad esempio, è il patrimonio artistico del centro storico dell'Aquila: secondo una ricognizione preliminare, i danni si attesterebbero su 1,3 miliardi di euro. Nei prossimi giorni ci sarà una ricognizione sul campo da parte del ministro Sandro Bondi. Ma per far rinascere l'Aquila, trasformata ormai in una città-fantasma, serviranno non meno di 3,5 miliardi di euro. La cifra è emersa ieri nel corso di una riunione tecnica fra gli amministratori della regione. Ed è in linea con quella che lo Stato ha sostenuto per fare fronte al sisma nell'Umbria e nelle Marche. Si tratta, però, di una stima preliminare. Che finirà, probabilmente, già domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno anche un primo pacchetto di misure per far ripartire l'economia della regione. Tremonti avrebbe già assicurato, comunque, la sua piena disponibilità a trovare nelle pieghe del bilancio le coperture finanziarie necessarie per avviare in tempi stretti il piano di ricostruzione post-terremoto. Si studia, in particolare, anche la possibilità di utilizzare i fondi europei a disposizione della regione, riprogrammando una parte degli interventi che già avevano avuto il via libera dell'Unione Europea. Secondo i primi calcoli, la cifra immediatamente a disposizione si attesterebbe sui 200 milioni di euro su uno stanziamento complessivo di 350. A questa somma bisognerebbe poi aggiungere il Fondo europeo per le grandi catastrofi, gestito direttamente da Bruxelles e che può contare su una dote ulteriore di 200 milioni. Per utilizzarlo il governo dovrà però presentare una richiesta dettagliata, con una stima dei danni e degli interventi di emergenza entro dieci settimane. Ma il presidente del Consiglio, comunque, ha già annunciato che non ci saranno problemi di finanziamento: si farà tutto quello che sarà necessario, ha ripetuto ieri durante la Conferenza stampa. Il piano di ricostruzione post-sismica sarà strettamente collegato al pacchetto di misure per il rilancio dell'edilizia che l'esecutivo varerà in settimana. Interventi che, tra l'altro, prevederanno incentivi e premi di volumetria aggiuntiva (fino al 35) per coloro che distruggeranno gli edifici obsoleti per ricostruirli nel pieno rispetto delle regole dell'efficienza energetica, dell'ambiente e, naturalmente, nelle norme anti-sismiche. A ridosso dell'Aquila dovrebbe poi nascere la prima delle new town che il governo vorrebbe creare in ogni capoluogo per dare abitazioni low cost a giovani coppie e famiglie disagiate. In questo caso sarà attivato un fondo obbligazionario che consentirà il riscatto degli appartamenti con rate di mutuo pari o addirittura inferiori ai costi dei fitti. Il secondo fronte della ricostruzione post-terremoto sarà quello delle attività produttive. Nella regione le industrie sono praticamente ferme da domenica. E il blocco continuerà anche nelle prossime settimane. Oggi ci sarà una prima riunione fra sindacati e industriali per fare il punto della situazione. Ma secondo i primi calcoli sono fra 10 e l5mila i lavoratori che rischiano di trovarsi senza pi un'occupazione. Per questo la giunta regionale ha chiesto al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria, portandola da dodici a ventiquattro mesi. il governo ha già assicurato l'estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori autonomi e ai commercianti. Scontata anche la proroga degli adempimenti fiscali e contributivi. Ma si sta studiando anche una forma di bonus per coloro che accanto all'emergenza terremoto devono fare i conti anche con le rate del mutuo o con altre forme di indebitamento. L'idea sarebbe di anticipare in tutto o in parte il risarcimento dei danni subiti. Infine, la scuola. Per ora, in tutta la regione, le aule sono deserte. Solo un sindaco, a quanto risulta, avrebbe dato il suo nulla osta per il rientro degli studenti. Ma nelle zone più colpite dal sisma l'anno scolastico è praticamente compromesso. Dall'Università di Pescara, da Tor Vergata e dalla Luiss sarebbero già arrivate mail con offerte di collaborazione. Ma non si esclude la realizzazione nella fase di emergenza anche di campi scuola ad hoc.