La grande foto pubblicata ieri su questo giornale - la cupola sventrata, eppure ancora in piedi, della Chiesa delle Anime Sante - la ripubblichiamo oggi. Non è una svista: il gioiello del Valadier ha subito un altro duro colpo, con quella scossa delle 19,42 che ha portato ancora morte a l'Aquila e ha fatto crollare un'altra porzione della basilica in piazza Duomo. Un posto caro agli abitanti del capoluogo abruzzese perché vi si impetrava il suffragio, entrando a pregare nell'antica «piazza del Mercato». Basta, è appesa a un filo la volta a cassettoni, con i rosoni incastonati, sorta di gigantesco soprammobile rococò. Una croce in più nell'elenco del patrimonio mancante che Anna Maria Reggiani, direttore regionale per i Beni culturali, dovrà mostrare al ministro Sandro Bondi. Il quale si recherà a L'Aquila - dice - «quando sarà finita l'emergenza, per non intralciare il lavoro dei tecnici». «Stiamo facendo sopralluoghi. Ovunque regnano crolli e inagibiità. Le scosse continuano e impediscono di fare opere di puntellazione e cerchiaggi», si cruccia la Reggiani. «Peggio di tutti stanno il Duomo e la basilica di Santa Maria di Collemaggio - continua - perché hanno entrambi crolli del transetto. A Collemaggio sono potuta entrare, al Duomo non è stato possibile. Ridotto molto male è anche il palazzo della Curia. Non parliamo poi del Governatorato. L'Arco di Trionfo ha ceduto. E l'Archivio di Stato è in briciole». «Speriamo nel giro di due - tre giorni - continua Reggiani - di avere un quadro più chiaro della situazione. Il problema è che ci sono pericoli di crolli e ogni volta bisogna entrare con procedure particolari dei Vigili del fuoco che rallentano inevitabilmente i tempi». Può rincuorarla la notizia diffusa da Berlusconi: arriveranno fondi Usa per i monumenti. E quella da Roma: sono stati individuati due centri di «accoglienza» delle opere d'arte contenute negli edifici danneggiati dal sisma, uno all'Aquila e l'altro in provincia. Lo ha disposto Giuseppe Proietti, segretario generale del ministero. Il problema, ora, è prelevarle, le opere. La Fortezza cinquecentesca, ad esempio, assai danneggiata, è anche la sede del Museo Nazionale d'Abruzzo. «I vigili ci hanno impedito di entrare - riferisce Proietti - L'ingresso avviene attraverso un ponte che scavalcava il fossato attualmente pieno di massi e detriti. Nei prossimi giorni bypasseremo le mura con una torre ed un braccio di cinquanta metri». In tanto sfacelo, una piccola fortuna: due opere del Maestro di Fossa, di solito conservate nella chiesa di Santa Maria ad Criptas, colpita dal terremoto, sono salve. Si trovano infatti a Roma, nella mostra al Vittoriano dedicata a Giotto. Mai prestito fu tanto provvido.