Per avere unidea di chi sia Milva Magliano, basta rispolverare le cronache di 19 anni fa, quando la signora, amministratrice e amica di Wanna Marchi fu arrestata insieme a lei per bancarotta documentale, riuscendo col suo curriculum a far impallidire persino la figura dellimbonitrice nazionale. Amicizie con i boss della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, favoreggiamento di latitanti, truffe e ricettazioni che già ai primi anni ?80 lavevano portata in cella con laccusa di associazione di stampo camorristico insieme ad un centinaio di fedelissimi cutoliani. «Carattere forte», si limitano a dire oggi i Carabinieri, «personalità decisa», concordano gli uomini del Gico della Guardia di Finanza che lavorando a quattro mani hanno avvoltolato il filo delle ultime (presunte) malefatte di Magliano, denunciando la signora che si autodefinisce "lIndiana Jones di Ozzano emilia" e un suo collaboratore P.F., per truffa, ricettazione e vendita di quadri falsi: 500mila euro intascati con opere di Mario Schifano, Giorgio De Chirico, Mimmo Rotella, Lucio Fontana e Giorgio Morandi, tutte rigorosamente false. Come del resto gli expertises che li accompagnavano. Altri 800mila euro Magliano li avrebbe ottenuti riuscendo a vendere a due assicuratori come area edificabile un terreno a Vieste. I guai recenti per la signora sono cominciati nel gennaio del 2008 con lincendio del suo negozio di giocattoli e articoli di cartoleria ad Ozzano. Un incendio poco chiaro che spinge il pm Flavio Lazzarini a incaricare il Gico di fare accertamenti bancari e patrimoniali sulla stessa vittima. Per esempio cè una telefonata in cui Magliano dice al carpentiere di portare nel negozio i resti bruciati di un dipinto, per poter chiedere così un risarcimento allassicurazione. Lindagine fa venire a galla una rete di rapporti tra lei e personaggi del mondo della contraffazione delle opere darte. Dai documenti contabili saltano fuori fatture relative alla vendita di quadri. I compratori ovviamente non ne sanno nulla. I finanzieri ne rintracciano quattro, uno ha speso 270mila euro per un Fontana fasullo con tanto di documentazione che ne afferma lautenticità. Le fatture sono state emesse da una società che ha come ragione sociale il commercio di opere darte, ma la signora era stata inabilitata allesercizio di unimpresa commerciale da una sentenza della Corte dappello di Bologna. Vengono sequestrate le quote societarie e anche un appartamento che, secondo il pm è «provento dellattività di truffa». «Queste accuse non hanno il minimo fondamento», dice lavvocato Maria Grazia Tufariello, che difende Magliano. «E vero, alcune opere sequestrate non sono autentiche, ma nessuno aveva mai pensato di metterle in vendita. Erano copie che la signora aveva appeso alle pareti di casa sua. Quanto al presunto tentativo di truffa allassicurazione per lincendio del negozio, lindagine è avviata allarchiviazione: la mia assistita non ha mai chiesto una lira di risarcimento per quadri andati a fuoco». Altri guai Magliano li ha avuti a causa di una statuetta antica che disse di aver scoperto in un mercatino. Un reperto che offrì anche a Rutelli, quando era ministro dei Beni culturali.
Quadri falsi e truffa nei guai amica di Wanna Marchi
Milva Magliano, una donna di Ozzano emilia, è stata arrestata insieme a Wanna Marchi per bancarotta documentale. Nel passato, Magliano era stata coinvolta in truffe e favoreggiamento di latitanti. I Carabinieri e il Gico della Guardia di Finanza hanno denunciato la signora per truffa, ricettazione e vendita di quadri falsi, per un totale di 500mila euro. Magliano avrebbe anche venduto a due assicuratori un terreno a Vieste come area edificabile, guadagnando altri 800mila euro. L'indagine ha fatto venire a galla una rete di rapporti tra lei e personaggi del mondo della contraffazione delle opere darte.
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