Le famiglie italiane chiedono sempre più cultura, ma i fondi destinati per il comparto restano insufficienti. È questo il quadro che delinea il secondo rapporto 2004 di Federculture che rileva come le normative vigenti, le risorse pubbliche e il ruolo dei privati restino inadeguati al rilancio del settore, nonostante le famiglie siano disposte a spendere sempre più tempo libero in mostre, spettacoli o viaggi culturali. Nel 2003, infatti, i consumi delle famiglie per la cultura sono aumentati del 2,1 rispetto all'incremento dell'1,2 già registrato nel 2002. Negli ultimi quattro anni sono stati aperti al pubblico il 12 in più di musei e, mentre il valore del turismo generico si attesta intorno al 5,6 del pii, quello del turismo culturale rappresenta l'I,3, con un fatturato di quasi 21 miliardi di euro: Secondo le elaborazioni tra gennaio e settembre 2003, è cresciuto il turismo italiano (1,3), ma è calato quello straniero (-5,6). Sono due invece le mostre che hanno contribuito più di altre nel 2003 al rilancio del turismo culturale: quella su «I Faraoni», a Palazzo Grassi di Venezia con 620 mila visitatori, e quella allestita a Treviso su «Van Gogh e l'Impressionismo» (602 mila presenze registrate). E proprio Treviso è l'emblema delle piccole città d'arte, che aumentano la loro importanza nel settore del turismo culturale balzando dal 53 del 2002 al 61 del 2003. Spostandosi sul versante dell'offerta museale, quelli statali hanno perso il 5 dei visitatori paganti, ma hanno registrato un aumento del 7 tra il pubblico non pagante. A investire maggiormente nel settore culturale sono le amministrazioni locali. I comuni hanno affidato a soggetti terzi la gestione dei servizi culturali e solo nel corso dell'ultimo anno sono nate circa 40 gestioni autonome. Questo fronte, però, rischia ora di essere penalizzato dai recenti provvedimenti normativi, visto che la riforma dei servizi pubblici locali esclude che musei, teatri, biblioteche e servizi per lo spettacolo possano essere affidati a privati. All'inizio del 2003 sono solo 130 gli istituti museali interessati da questo fenomeno (circa il 32 del totale). E le royalty incassate dallo stato ammontano a 4,6 milioni di euro, in calo rispetto al 2001, a fronte di un budget di più di due miliardi. Sul fronte delle sponsorizzazioni (il 35 di queste sono destinate alla cultura, per un valore complessivo di 500 milioni di euro), se nel lungo periodo il mercato sembra destinato a crescere, tra il 2001 e il 2003 ha registrato una contrazione di oltre il 5. La situazione non sembra migliore per quanto riguarda le risorse pubbliche: lo stato ha destinato al ministero dei beni culturali 2,2 miliardi di euro, lo 0,39. dell'intero bilancio, mentre la media europea si attesta intorno allo 0,50. Per quanto riguarda il settore dello spettacolo, la spesa del pubblico negli ultimi tre Einni è stata in costante aumento: le attività teatrali e musicali hanno registrato un 2,7 degli spettatori e un 12 della spesa del pubblico. Il settore vive però solo grazie al mercato, ricevendo dagli introiti dei biglietti circa il doppio di quanto lo stato eroga in suo favore (506 milioni per il 2003).
Il rapporto 2004 di Federculture sull'andamento del comparto: lo stato latita e crescono i consumi culturali
Il rapporto 2004 di Federculture rileva che le famiglie italiane chiedono sempre più cultura, ma i fondi destinati al settore restano insufficienti. I consumi delle famiglie per la cultura sono aumentati del 2,1% nel 2003 rispetto all'anno precedente. Il turismo culturale è cresciuto del 1,3% con un fatturato di quasi 21 miliardi di euro. Le mostre hanno contribuito al rilancio del turismo culturale, come quella su I Faraoni a Palazzo Grassi di Venezia e quella su Van Gogh e l'Impressionismo a Treviso. Le amministrazioni locali investono maggiormente nel settore culturale, ma i recenti provvedimenti normativi potrebbero penalizzare questo fronte.
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