VENEZIA. Le riduzioni degli orari di apertura di parte dei Musei Civici decisi dalla Fondazione che li gestisce comporterà circa 2300 ore di lavoro in meno per i dipendenti delle cooperative che fanno parte dell'associazione d'impresa Venezia Musei che gestisce i servizi museali per conto dell'istituzione. A denunciarlo, con un comunicato che annuncia lo stato di agitazione e possibili scioperi, sono le rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) dei Musei Civici e la Filcams-Cgil, in risposta a quanto dichiarato qualche giorni fa dal presidente della Fondazione Musei Sandro Parenzo, che aveva dichiarato come la riorganizzazione degli orari non avrebbe causato problemi occupazionali. «A Palazzo Ducale - replicano i sindacati - è saltata la figura del custode del cortile interno, i lavoratori del bookshop del museo Correr hanno visto ridursi il loro orario normale di circa 25 ore mensili e il servizio di visite guidate alla restaurata (di recente) Torre dell'Orologio sembra addirittura messo in forse già dopo Pasqua». Secondo Cgil e Rsa dei musei Civici «la Fondazione si sta comportando esattamente come un'azienda privata. Quel che ci preoccupa è che scelte così importanti vengano prese unilateralmente senza un confronto sindacale e senza neppure una comunicazione formale». Si annunciano assemblee per i prossimi giorni e «lo stato di agitazione sindacale con la possibile proclamazione di sciopero nel caso non ci siano sviluppi positivi della vicenda».