La Pasqua del 2004 ha portato agli Uffizi un regalo considerevole. Si tratta di una tela di medie dimensioni (centimetri 117 x 95) raffigurante San Girolamo penitente. Il grande Padre della Chiesa teologo e biblista traduttore in latino del Vecchio Testamento, si presenta a noi nell'iconografia cara alla pittura della Controriforma: come studioso (i libri sgualciti e consumati dall'uso) ma anche come asceta che medita, in solitudine e in penitenza, sul mistero della morte (il teschio). Nel libro emergente in primo piano, a sinistra in basso, si legge: «Jusepe de Ribera espanol FJ634». Si tratta dunque di un'opera firmata e datata del grande pittore iberico naturalizzato napoletano. Nicola Spinosa che per primo lo ha studiato e pubblicato, lo colloca nella fase di trapasso dai «modi ancora schiettamente naturalistici a una sempre più accentuata assimilazione del pittoricismo delle recenti esperienze vandyckiane». Già nella collezione del principe Astarita di Palermo, passato in seguito in proprietà privata, presentato da Spinosa nel 1992 a Napoli nell'occasione della mostra dedicata al Ribera, il dipinto è stato notificato dal Ministero nel 1994. Fin qui le notizie storico essenziali sul «San Girolamo» di Giuseppe Ribera. La buona notizia consiste nel fatto che l'ultima proprietà ha deciso di offrire l'opera allo Stato a scomputo di un debito d'imposta di euro trecentomila, in applicazione dell'articolo 7 della legge 51282. La legge 512 è quel saggio provvedimento che permette al privato cittadino di pagare le tasse, anche le imposte dirette, con l'offerta di opere d'arte. Purché si tratti di opere di rilevante importanza e tali da interessare le pubbliche collezioni. E' una legge che ha funzionato a intermittenza negli anni Ottanta e novanta producendo tuttavia, in qualche caso, risultati di rilievo. Per esempio l'acquisizione agli Uffizi del celebre S. Andrea Corsini di Guido Reni. Negli ultimi anni la legge 512 sembrava entrata «in sonno». La commissione interministeriale destinata a valutare le offerte, non era stata più rinnovata. L'impressione era che si volesse dismettere, in tempi di economia in affanno e di fisco esigente, uno strumento legislativo che sottraeva all'erario denaro fresco. Per fortuna si trattava di un'impressione sbagliata. Il ministro Urbani ha ricostituito la commissione giudicatrice rimettendo in funzione, dopo anni, il meccanismo della 512. Uno dei primi risultati è stata l'accettazione del San Girolamo di Ribera da destinare, su mia richiesta, agli Uffizi. Val la pena di sottolineare che un dipinto firmato e datato del grande caravaggesco spagnolo-napoletano, mancava alle collezioni del museo. Soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino