SANT'ANTIOCO. «I soldi di Maratonarte - ha detto al termine della conferenza tenuta per fare il punto sulle donazioni, Piero Bartoloni, nella sua veste di direttore del Museo Archeologico Cittadino - sono stati espropriati alla comunità, ed è necessario che la comunità si muova per recuperarli. Anche il sindaco si è espresso in questi termini. Si può dire che l'idea di inserire la necropoli di Sulky tra i siti finanziabili sia stata promossa da me e, oltre ad avere contribuito per essermi prestato a girare gli spot necessari, ho dato il mio obolo come immagino molti antiochensi e sardi. Non ritengo giusto quindi che quei fondi non vengano spesi per la salvaguardia e la valorizzazione di un sito estremamente delicato». Così, al termine di una serata dedicata ad illustrare le nuove acquisizioni del museo dovute alla generosità dei cittadini antiochensi ed al contributo dell'Arma dei Carabinieri, che ha recuperato reperti dalla clandestinità, il docente dell'Università di Sassari, l'unico ordinario in Italia nel settore degli studi sulle civiltà del Mediterraneo Antico, ha riaperto la polemica sollevata già nei giorni scorsi dal sindaco. Una storia articolata, che per rendere ancora più comprensibile l'intervento dell'altro ieri alla conferenza sui beni archeologici, deve essere messa a fuoco nei tratti essenziali. Sul finire del 2007 l'allora ministro dei Beni Culturali, Rutelli, organizzò una raccolta pubblica di fondi per il restauro di sette siti archeologici o museali italiani. La raccolta terminò alla fine dell'anno. Nell'estate del 2008, non vedendo ancora nessun lavoro, si cercò di capire che fine avessero fatto i fondi. Una breve inchiesta, attraverso gli altri siti finanziati, la funzionaria del ministero responsabile di Maratonarte ed il responsabile della Soprintendenza per il Sulcis, Paolo Bernardini, portò ad accertare che i fondi, arrivati nel maggio del 2008, erano stati dapprima bloccati e poi, nel novembre dello stesso anno ripresi dal Ministero. La nuova responsabile della Soprintendenza Donatella Mureddu, confermò, nei giorni scorsi, che il progetto era pronto ad essere avviato. Poi l'allarme del sindaco, che metteva in relazione la sparizione dei fondi con l'offerta dei Leoni di Sulky per il vertice G8 di La Maddalena. Ora però non si tratta di rivendicare primogeniture ma piuttosto di progettare un percorso che porti a riottenere quei fondi come è giusto che sia. Si tratta quindi di creare, insieme alla comunità e magari a tutta la Sardegna, un movimento di opinione che costringa il ministero dei Beni Culturali a ritornare sui suoi passi ed a rendere i quattrocentoventiquattromila euro necessari per il restauro dell'antica necropoli e per favorire la sua fruibilità. Gli interventi previsti da Maratonarte infatti erano mirati alla messa in sicurezza generale del sito della necropoli, a realizzare un percorso per l'accesso dei turisti ed a salvaguardare in particolare due tombe, quella con il bassorilievo affrescato, di grande bellezza e particolarità e quella in cui si rinvennero dei sarcofagi in legno dipinto con supporti in bronzo. Non sarà facile ma la necropoli è una delle risorse del grande parco archeologico della città e la sua chiusura comporta una diminuzione per nioente trascurabile di questo patrimonio e del potenziale economico e tursitico che rappresenta per la città e il territorio.
SARDEGNA SANT'ANTIOCO - Riprendiamoci i fondi di Maratonarte
Il direttore del Museo Archeologico Cittadino, Piero Bartoloni, ha detto che i soldi raccolti per il restauro della necropoli di Sulky sono stati espropriati alla comunità. Il sindaco ha espresso un'opinione simile. Il docente dell'Università di Sassari ha riaperto la polemica sollevata dal sindaco, affermando che l'idea di inserire la necropoli di Sulky tra i siti finanziabili è stata promossa da lui e che ha contribuito con il suo obolo. Ha anche detto che non ritenga giusto che quei fondi non vengano spesi per la salvaguardia e la valorizzazione del sito.
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