Divieto di trasformazione pure fuori dalle zone agricole Pd e Rc sollecitano una nuova variante per impedire speculazioni Vale solo per le serre costruite in aree agricole il divieto di trasformazione in appartamenti inserito nella variante stralcio al regolamento urbanistico. La commissione urbanistica se ne accorge e cerca di metterci una pezza. Prova, insomma, a estendere il divieto di trasformazione delle serre in condomini anche alle strutture dismesse che oggi si trovano in zone non più a vocazione agricola. E lo fa approvando una mozione che impegna il sindaco e la giunta «a predisporre da subito, se è possibile, (o in alternativa in tempi brevi) una norma generale che preveda per tutti i manufatti aventi destinazione "a serra" gli stessi limiti di recupero». La mozione, però, è approvata a maggioranza, con l'astensione di Governare Lucca e il voto contrario del centrosinistra. L'opposizione - Pd e Rc - non si sente tutelata da questa posizione. Vorrebbe, infatti, che sindaco e giunta si impegnassero a presentare una nuova variante al piano regolatore entro 60 giorni, nel caso in cui il limite di cementificazione non potesse essere esteso a tutte le serre in sede di approvazione definitiva della variante stralcio al regolamento urbanistico. Su questo, Antonio Sichi, capogruppo di Rc è chiaro: «La mozione della maggioranza di centrodestra è solo uno spot pubblicitario perché non prevede alternative nel caso in cui, in sede di approvazione definitiva della variante stralcio, non sia possibile estendere a tutte le serre dismesse, anche a quelle al di fuori delle zone agricole, il limite di trasformazione in appartamenti. La nostra mozione, invece, prevedeva che, se questa norma non può essere inserita nella variante stralcio in fase di discussione delle controdeduzioni alle osservazioni e di approvazione definitiva, venga riproposta con una variante ad hoc al regolamento urbanistico. Secondo il centrodestra, però, questa precisazione non serve a nulla. Ma non è così: dà tempi stringenti all'amministrazione per vietare la cementificazione delle serre». Il presidente della commissione urbanistica, Marco Modena, al contrario, definisce strumentale (da un punto di vista politico) la posizione della sinistra: «Se anche non fosse possibile introdurre subito il limite alla trasformazione di tutte le serre in abitazioni nella variante stralcio, non basterebbero certo 60 giorni per produrre e adottare una nuova variante al regolamento urbanistico. Questo l'opposizione lo sa bene. In questa fase, dunque, è più importante esprimere la volontà politica di vietare scempi come si sono già visti trasformando le serre in abitazioni. E la volontà di impedire nuovi scempi esiste, come dimostra la mozione presentata a nome della maggioranza in commissione urbanistica da Luciano Panelli (Udc)». Questa volontà - insiste Modena - è concreta «e si ricollega all'impegno del sindaco, ribadito proprio sulle pagine del Tirreno di non continuare a far costruire condomini al posto delle serre dismesse. Noi vogliamo ampliare questo limite a tutte le serre realizzare sul territorio comunale, non solo a quelle che insistono nelle aree agricole». Per questo - prosegue Modena - è stata votata la mozione anti-cemento «anche se sarebbe stato meglio un voto unanime, per dare più forza all'impegno richiesto al sindaco e alla giunta. La falla nel regolamento urbanistico e nella variante stralcio esiste ed è stata individuata. Ora sta ai tecnici, agli uffici capire come tapparla. Noi abbiamo dato incarico all'amministrazione comunale di intervenire nei tempi più ristretti possibile. Devono essere, però, i tecnici a dirci come muoverci. A precisare se è possibile intervenire già in sede di approvazione della variante stralcio. Se così non fosse dovremo procedere con una nuova variante, ma i tempi saranno per forza più lunghi». L'importante, comunque - conclude Modena - è far capire che «ovunque nel territorio, quando le serre cessano la loro funzione agricola devono essere smantellate. E non trasformate in case».