Berlusconi: "Non rientrate in casa garantisco io sulla ricostruzione" Il premier: non cè bisogno di altri aiuti stranieri. E alla folla annuncia: sarò sempre qui «Non rientrate nelle vostre case, andate al mare. Gli alberghi sono a vostra disposizione. È tutto gratis». Silvio Berlusconi lo ha ripetuto come un ritornello. A LAquila, ha incontrato le autorità locali e gli uomini della Protezione civile. Ma soprattutto ha cercato il contatto diretto con gli sfollati. Prima la tendopoli di Bazzano, a otto chilometri dal capoluogo, poi quella enorme di San Demetrio, un piccolo centro a 15 chilometri dal capoluogo abruzzese. «Lo Stato è con voi, non vi lasceremo», è stato il suo refrain. Ha evitato gli abitati più colpiti. Come Onna. Per evitare contestazioni, ma anche per non intralciare le operazioni di soccorso. A Palazzo Chigi, in effetti, qualcuno temeva che la visita del premier non fosse apprezzata. Un timore, però, che non ha preso corpo. Anzi, la visita si è trasformata in un bagno di folla. Stringeva mani, dava consigli e offriva caramelle ai ragazzini. Ha persino promesso di ascoltare un cd di canzoni scritte da uno degli sfollati. Una dozzina di brani, titoli inequivocabili: "Inno alla libertà" e "Un giorno Zapatero...". «Lho mandato 50 volte a Palazzo Chigi, ma non ho mai ricevuto risposta», si è lamentato lautore dal cognome promettente, Giorgio Carosone. «Lo ascolterò, lo giuro». Qualche parola in più con i feriti e poi suggerimenti ai bambini: «mettetevi la crema solare». E già, perché il chiodo fisso era uno solo: «le tende sono una soluzione provvisoria, soprattutto per gli anziani e i bimbi. Andate in una stanza comoda. Gli alberghi sulla costa sono già stati contattati. Abbiamo ottenuto uno sconto dalla Federalberghi. Andate lì, sarete serviti e riveriti. So che siete preoccupati per gli sciacalli, ma ci pensiamo noi». «Non lasciarci soli», chiedevano quasi tutti. «Vado a Roma e torno tutti i giorni, tranquilli». Mai un accenno alla politica, mai un riferimento ai contrasti tra i partiti. Solo un alpino, dallaccento marcatamente lombardo, si è sbilanciato: «Io non sono leghista, ma "tien dur"». Quindi, nella tendopoli di San Demetrio, sopralluogo nella cucina e nel presidio sanitario. E proprio là ha ricevuto la telefonata di Barak Obama. Venti minuti a passeggiare avanti e indietro dentro una tenda della protezione civile. «Mi ha detto che la mia idea di affidare agli Usa lincarico di curare il restauro dei beni culturali o di qualche "new town" è ottima. I rapporti con lui sono eccellenti, solo la stampa italiana, provinciale, pensa che dipenda tutto dal bilaterale». «Garantisco io che tutto verrà compiuto - ha ripetuto il Cavaliere - con tempi certi e rapidi. Non abbiamo la bacchetta magica, ma mi assumo io la responsabilità delle operazioni. Voi non tornate nelle vostre case». «Io tanto - gli ha risposto uno tra le lacrime - non ce lho più. Sto qui, solo perché sono un farmacista. Posso essere utile». Prima del rientro a casa, ci sarà bisogno della perizia dei tecnici. 1500 esperti sono stati attivati per verificare le condizioni degli immobili. Per ora, ha spiegato nellimprovvisata sala stampa allestita nella scuola delle Fiamme Gialle, «abbiamo fatto un miracolo». Secondo il premier, i soccorsi sono stati «perfetti: abbiamo la miglior Protezione civile del mondo». Ha persino rivolto i complimenti al sindaco dellAquila, esponente della Sinistra Democratica. Ma quali sono le forze messe in campo? 2250 i vigili del fuoco, 1000 i soldati e 1200 gli agenti delle forze dellordine. Venti le tendopoli attrezzate con 16 cucine e 416 tende che possono ospitare 14 mila persone. Tanto che per il capo del governo, «non cè bisogno di aiuti stranieri». «Siamo un popolo fiero - ha detto -, siamo in grado di rispondere autonomamente allemergenza». Per la ricostruzione lAbruzzo potrà contare sul fondo europeo che ha già stanziato 200 milioni di euro. Nel frattempo il governo sospenderà i pagamenti fiscali nelle aree colpite dal sisma. Nessun rinvio, invece, per le elezioni amministrative di giugno. Il Pd, al contrario, non condivide il rifiuto del governo agli aiuti stranieri. «È importante che il Paese sia unito - ha chiarito Dario Franceschini -. Il governo però valuti con attenzione se non sia urgente accettare le offerte di aiuto degli altri Paesi».