Il presidente Obama chiama il premier e promette soldi. Domani il pacchetto aiuti al consiglio dei ministri Berlusconi visita le tendopoli: andate negli alberghi, sarete serviti e riveriti «Sarò qui ogni giorno, è il mio dovere». Silvio Berlusconi è tornato anche ieri in Abruzzo, ha tenuto una nuova conferenza stampa nella caserma della Guardia di Finanza dell'Aquila e ha fatto un lungo giro nelle tendopoli. «People first», la gente prima di tutto, ripete il Cavaliere prendendo a prestito lo slogan del G20. Dovunque lancia assicurazioni agli abbruzzesi: «Non sarete lasciati soli - ripete - io mi assumo la responsabilità delle operazioni e di starvi a fianco, farò in modo che le cose siano fatte». Promette che la prima «new town», il primo nuovo centro edilizio che dovrebbe nascere con il piano casa del governo, nascerà vicino all'Aquila, «con criteri rigorosamente antisismici». E avrebbe anzi riferito ad alcuni ministri di aver già identificato, sorvolando in elicottero la zona, le possibili aree dove far sorgere L'Aquila 2. Fra le misure previste nel decreto che il Consiglio dei ministri varerà domani ci potrebbero poi essere la proroga per tutte le scadenze fiscali nelle zone terremotate, l'estensione degli ammortizzatori fiscali anche per i lavoratori autonomi che lavorano nelle stesse aree e forse anche la sospensione del pagamento dei mutui e delle utenze domestiche. Mentre visitava la tendopoli approntata a San Demetrio, Berlusconi ha poi rivelato di aver ricevuto una «lunga telefonata» da Barack Obama che gli ha rinnovato la solidarietà degli Stati Uniti e la disponibilità a inviare aiuti. Nonostante abbia ripetuto anche ieri di non volere aiuti dall'estero, perché l'Italia può fare da sola, il Cavaliere fa un'eccezione per l'alleato americano. Rivela così di aver detto a Obama che «se gli Stati Uniti vorranno dare un segno tangibile della loro vicinanza, potranno prendersi la responsabilità della ricostruzione dei beni culturali e delle chiese». «E' un'ottima idea - gli avrebbe risposto Obama, secondo quanto riferisce Berlusconi - ne parliamo quando verrai a Washington». Per tutto il giorno poi, riferisce Berlusconi, «sono stato inseguito telefonicamente dai leader mondiali». Incontrando gli sfollati, stringendo la mano alle persone che chiedevano soprattutto di non essere lasciate sole, il presidente del Consiglio ha invitato soprattutto ad andare negli alberghi messi a disposizione sulla costa. «Andate lì, è Pasqua, prendetevi un periodo che paghiamo noi. State tranquilli, noi facciamo l'inventario delle case danneggiate e voi vi spostate sulla costa perché lo Stato vi è vicino. Sarete serviti e riveriti». Il Cavaliere gira il campo, dà pacche sulle spalle, si complimenta con i soccorritori: «Siete stati forti», accarezza i bambini. Un gruppo di ragazzini gli grida: «forza Milan!», e lui: «Bravi, ma dite alle mamme di portarvi al mare che ci sono gli alberghi». Intanto il governo sta mettendo a punto il decreto sul terremoto che verrà varato dal Consiglio dei ministri di giovedì. Il primo aspetto riguarda gli stanziamenti, oltre ai 30 milioni per l'emergenza. Duecento milioni di euro potranno arrivare dall'Unione europea, grazie alla riprogrammazione di parte dei 350 milioni del programma operativo dell'Abruzzo. A questi si potranno aggiungere altri soldi del Fondo di solidarietà per le catastrofi naturali, ma per la ricostruzione servono non milioni, ma miliardi. E ieri al Tesoro si sono susseguite riunioni per cercare questi soldi. L'edilizia è il capitolo più complesso e riguarda la ricostruzione di edifici crollati, il consolidamento di quelli danneggiati e l'adeguamento alle norme antisismiche di tutti gli altri, pubblici e privati. Si tratta di misure che potrebbero non entrare nel decreto, ma in un ddl.