Il progettista Piero Ostilio Rossi: "Si rispetti la Carta per la Qualità della città contemporanea" "Ristrutturazioni da sottoporre al parere della sovrintendenza comunale" Lo smantellamento delle Torri del ministero delle Finanze allEur. La demolizione del Velodrono, sempre allEur. E adesso, appena iniziati, i lavori che porteranno al completo stravolgimento del Palazzo della Esso alla Magliana, realizzato nel 1978 su progetto di Julio Lafuente. Piero Ostilio Rossi, docente di Progettazione architettonica alla Sapienza, lancia lallarme: con troppa disinvoltura si mettono le mani sulle opere della città contemporanea, si abbattono, si modificano in modo irreversibile complessi significativi della nostra recente storia architettonica, senza che gli interventi siano preceduti da unattenta analisi del valore intrinseco delle opere. «Eppure - sottolinea Rossi - gli strumenti di controllo ci sono. Il nuovo Piano regolatore ha inserito questi edifici nella Carta per la Qualità. E le norme del prg parlano chiaro: tutti i progetti che riguardano edifici segnalati dalla Carta e non vincolati per legge, la competenza in questo caso è delle soprintendenze statali, devono essere sottoposti al parere della sovrintendenza comunale, anche quelli oggetto di una semplice Dia, la dichiarazione di inizio attività che ha dato il via libera allo stravolgimento del Palazzo Esso». E stata consultata in questo caso la sovrintendenza? Il professor Rossi ha diretto il gruppo che ha redatto la Carta per la Qualità della città contemporanea del nuovo Piano regolatore: 1300 opere in tutta la capitale, dal centro alle periferie, alle quali sono associate più di 9500 voci bibliografiche e 5200 immagini. «In realtà - riprende Piero Ostilio Rossi - appare molto difficile trasferire nei comportamenti concreti lattenzione e i criteri di tutela che il nuovo Piano Regolatore riserva alla Roma del Novecento attraverso la Carta per la Qualità. Alla base cè un problema di fondo: è opinione diffusa che tuttociò che è stato costruito nel Novecento non abbia valore intrinseco, ma sia disponibile ad ogni sorta di manipolazione». Avanti, dunque, con interventi discutibili, come il progetto del 2007 per demolire la Scuola israelitica a lungotevere Sanzio e costruire al suo posto un albergo, progetto che poi non ha avuto seguito: ledificio è stato dato in affitto alla John Cabot University. Oppure, ancora, negli ultimi mesi, la ristrutturazione del villino Astaldi, allangolo tra via Mercadante e via Porpora, che ospitava la sede di Italia Nostra, sopraelevato nel 1956 da Mario Ridolfi e Wolfgang Frankl. «Lamministrazione Veltroni ha lasciato in eredità a quella guidata da Gianni Alemanno la gestione operativa della Carta per la Qualità - conclude Rossi - Non sarà unimpresa facile e per ottenere risultati significativi sarà necessario impegnare risorse, creatività e capacità dinnovazione».
ROMA - "Dalle Torri dellEur al Palazzo Esso architettura del 900 da tutelare"
Il progettista Piero Ostilio Rossi ha lanciato allarme per il mancato rispetto della Carta per la Qualità della città contemporanea. Secondo Rossi, troppi edifici storici vengono demoliti o modificati senza un'attenta analisi del loro valore intrinseco. Il professor Rossi ha diretto il gruppo che ha redatto la Carta per la Qualità del nuovo Piano regolatore, che prevede l'intervento delle soprintendenze statali per gli edifici segnalati dalla Carta. Tuttavia, Rossi sostiene che è difficile trasferire l'attenzione e i criteri di tutela nella pratica. Esempi di interventi discutibili includono la demolizione della Scuola israelitica e la ristrutturazione del villino Astaldi.
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