Il sistema dei Parchi della Vai di Cornia ha vinto la selezione per la candidatura italiana al Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa. Perché secondo lei può essere considerato un esempio di buone pratiche? Perché ha successo? L'area dei Parchi della Vai di Cornia è un luogo che conosco bene e che ha avuto una grande fortuna: Populonia, unica città etrusca sul mare con importanti necropoli, è un centro archeologico di primaria importanza, come lo sono gli scavi medievali del villaggio minerario di Rocca San Silvestro, portati avanti da Riccardo Francovich, uno dei nostri più bravi archeologi medievali, purtroppo prematuramente scomparso un paio d'anni fa. Ritengo che sia un sistema molto interessante perché è un caso, che io sappia il migliore, di collaborazione virtuosa tra 5 Comuni (il più grande fra i quali è Piombino) e lo Stato (che gestisce il parco archeologico di Baratti e Populonia). Può essere considerato un esempio di buona gestione del territorio in primo luogo per la positiva collaborazione che si è instaurata tra gli enti locali, la Regione Toscana, le Soprintendenze e la Provincia di Livorno. La Vai di Cornia è per anche un esempio di buona gestione economica del territorio. Se è vero infatti che gli amministratori hanno ricevuto grossi finanziamenti europei, è anche vero che hanno avuto un'ottima capacità di gestirli. Nel libro pubblicato qualche anno fa dalle edizioni del Sole 24 Ore [Alessandra Casini e Massimo Zucconi, Un'impresa per sei parchi. Come gestire in modo imprenditoriale e innovativo il patrimonio culturale ed ambientale pubblico', 2003, n.d.r] ne è stato fatto un bilancio economico, da cui è emerso che i conti hanno quasi raggiunto la parità con le spese. Questo risultato è per gran parte merito del presidente che ha diretto la Società Parchi della Val di Cornia dal 1998 al 2007, l'architetto Massimo Zucconi, che è stato sicuramente molto efficace; anche gli operatori del Parco (cito per tutti la direttrice dei parchi archeologici Silvia Guideri) sono molto bravi e attivi, ed è a loro che si deve questo successo. Purtroppo però negli ultimi anni c'è stato qualche segno di cedimento, come l'approvazione di piani di coltivazione di cave che minacciano l'integrità del parco di San Silvestro: spero che questo riconoscimento serva per rilanciare il sistema Parchi con il più grande rigore nella conservazione dell'ambiente e dei beni culturali dell'area. Il territorio italiano è oggetto di azioni, e di Interessi, pubblici e privati, che spesso sono in conflitto o generano conflitti, in che modo Il Ministero può intervenire per garantire una buona pianificazione e un'efficace azione di tutela? il Ministero deve fare principalmente due cose. La prima è molto semplice: attuare le leggi che già ci sono, il Codice dei Beni Culturali è stato scritto e trasformato ripetutamente. L'ultima riforma, che riguardava anche l'ambito del paesaggio, è stata fatta pochi mesi fa da una commissione da me presieduta. Il sistema moito rigoroso di controlli congiunti e convergenti fra Comuni, Regioni e Stato che esso predispone avrebbe dovuto entrare in vigore il 1 gennaio 2009, ma il governo ha rimandato tutto di sei mesi. Questo fatto mi è molto dispiaciuto perché significa, sperando che siano realmente solo sei mesi, un altro periodo di minore tutela e minore controllo: basta quindi che sia applicata la disciplina che già c'è, che ritengo accurata e migliore di quella attualmente in vigore. La seconda cosa che il Ministero deve fare, seconda non in ordine di importanza, è migliorare l'efficienza dei suoi uffici attraverso nuove assunzioni di personale, per quanto in questo periodo possa sembrare difficile. L'età media dei funzionari delle Soprintendenze è ormai di circa 56 anni: è necessario avere persone giovani, assunte con competenze specifiche e periodicamente aggiornate per metterle nelle condizioni di potere fare bene il loro lavoro. L'Italia è sempre stata all'avanguardia nella normazione del paesaggio (è stata fra i primi a dotarsi, nel 1939, di una legge sulla sue tutela), ma negli ultimi anni fatica a recepire i suggerimenti europei e si trova indietro rispetto ad altri paesi. Come può recuperare questo gap? Per quanto riguarda l'Europa, bisogna sfatare una mitologia. Le «norme» europee non sono disposizioni della Comunità europea ma solo un accordo del Consiglio d'Europa (non ratificato da Stati come Austria e Germania), che, anche se contiene principi interessanti, è straordinariamente generico. Queste raccomandazioni sono state comunque recepite dal Codice dei Beni Culturali che le ha inserite nel contesto della normativa nazionale. A questo proposito, e ancora una volta, la mia raccomandazione è quella di applicare una legge che già c'è. Nata con il Codice Urbani, è stata modificata sotto il ministro Buttiglione, ritoccata con Rutelli e l'attuale ministro Sandro Bondi ha detto che non c'è nulla da cambiare. Passando attraverso quattro ministri che appartengono a tutte le formazioni politiche di maggioranza e opposizione, è anche una delle poche realmente «bipartisan». Applichiamola quindi seriamente e facciamo il massimo sforzo ancora non ci abbiamo provato affinché sia veramente in vigore a partire dal 1 luglio. Qual è il suo parere sulla procedura adottata dalla PARC per la selezione? Per quel che so tutto si è svolto con molta correttezza e trasparenza, e del resto la scelta finale testimonia la bontà del metodo. Mi permetto una considerazione ulteriore: un'occasione come questa è preziosa per riflettere sul da farsi rispetto all'emergenza paesaggio che è evidente un po' dappertutto in Italia. Segnalare esempi virtuosi, mettere in competizione fra loro le varie Regioni e i vari Comuni d'Italia, può giovare ad alzare il livello della coscienza comune. Forse si potrebbe fare uno sforzo ulteriore, e rendere disponibili on line molte informazioni sul regime dei vincoli, sulle pianificazioni territoriali e così via, onde invitare i cittadini a informarsi meglio; a essere, insomma, i primi custodi del paesaggio italiano.
TOSCANA - Per una migliore tutela del territorio. Intervista a Salvatore Settis.
Il sistema dei Parchi della Vai di Cornia ha vinto la candidatura italiana al Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa. Il sistema è un esempio di buone pratiche per la collaborazione virtuosa tra 5 Comuni e lo Stato, la positiva collaborazione tra gli enti locali, la Regione Toscana, le Soprintendenze e la Provincia di Livorno. La Vai di Cornia è anche un esempio di buona gestione economica del territorio, con un bilancio economico che ha quasi raggiunto la parità con le spese. Il successo del sistema è dovuto alla direzione efficace del presidente, all'architetto Massimo Zucconi e agli operatori del Parco.
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