C' è una delle più famose e belle basiliche del centro Italia tra le molte chiese distrutte dal terremoto in Abruzzo: è Santa Maria di Collemaggio, appena fuori dalle mura dell'Aquila, costruita nel 1287. La chiesa ospita le spoglie di Celestino V: l'unico Papa dimissionario nell'arco dei due millenni di storia della cristianità, citato da Dante nel III Canto della Divina Commedia come «colui che per viltade fece il gran rifiuto» per aver annunciato il suo abbandono dopo solo cinque mesi di tormentato pontificato. Il bilancio dei danni storico-artistici richiederà probabilmente settimane, ma i campanili decapitati, gli absidi sbriciolati. le mura secolari schiantate al suolo sono - come in tante altre occasioni - il simbolo più evidente e denso di pathos dell'intensità della tragedia La distruzione di edifici millenari rende palpabile la gravità della scossa e dà la misura dell'eccezionalità dell'emergenza: in un'area ad alto rischio come l'Abruzzo quei campanili, quegli absidi, quelle mura, avevano resistito a chissà quanti episodi sismici nel corso dei secoli prima di soccombere a una scossa che probabilmente non ha precedenti. Nel primo, sommario elenco degli edifici profondamente lesionati ci sono pressochè tutte le chiese e i monumenti medievali dell'Aquila In modo particolare la basilica di San Bernardino, dove è crollato il campanile, mentre l'abside è completamente danneggiata, la chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo non ha più la cupola. Apparentemente l'unica chiesa che risulta integra è proprio il duomo dell'Aquila, mentre sulla piazza antistante la pavimentazione in porfido è completamente divelta. A Fossa, in provincia dell'Aquila, è crollato il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta e danni anche alla chiesta Santa Maria ad Cryptas. Gli uffici centrali del Ministero per i Benì e le Attività Culturali si sono attivati già ieri per gli interventi di emergenza, in costante contatto con il direttore regionale dell'Abruzzo Annamaria Reggiani, e il sopritendente Maurizio Galletti. Ma anche le organizzazioni private sono entrate subito in allerta. L'Archeoclub d'Italia si è messo a disposizione della Protezione civile «per salvare il salvabile» del patrimonio artistico ed ecclesiastico. In Abruzzo, compresa l'Aquila, l'Archeoclub conta 20 sedi per oltre 200 soci. «Dalle stime, pervenute dai nostri punti di osservazione - ha detto il presidente nazionale Clelia Arduini - ci sono arrivate notizie di danni ingenti specialmente nel capoluogo abruzzese, sappiamo che sono inagibili il Museo Nazionale d'Abruzzo e la fortezza Cinquecentesca, lesionati e in parte crollati la gran parte degli edifici sacri più importanti». Ma, spiega l'Archeocluh, sono coinvolte anche chiese montane e rupestri del territorio aquilano compreso Bazzano, Paganica, Fossa e San Pio delle Camere. «Monumenti semplici ma di grande bellezza artistica e paesaggistica sono stati completamente rasi al suolo», aggiunge Arduini.
ABRUZZO In macerie i capolavori dell'Abruzzo Medievale
La basilica di Santa Maria di Collemaggio a Santa Maria di Collemaggio, in Abruzzo, è stata gravemente danneggiata dal terremoto. La chiesa, costruita nel 1287, ospita le spoglie di Celestino V, l'unico Papa dimissionario nella storia della cristianità. I campanili, gli absidi e le mura della chiesa sono stati decapitati e sbriciolati. Altri edifici storici dell'Aquila, come la basilica di San Bernardino, la chiesa delle Anime Sante e il duomo, sono stati gravemente danneggiati. L'Archeoclub d'Italia si è messo a disposizione della Protezione civile per salvare il patrimonio artistico ed ecclesiastico.
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