Strettissimo giro di posta, con successo della Giunta municipale. La direzione regionale dei beni culturali ha ceduto. Ha deciso di costituire il gruppo misto di lavoro per schedare tutti i pezzi delle collezioni comunali che furono depositate in Palazzo Ducale dal 1915 in vista della Grande Guerra. Mario Turetta, che a Milano rappresenta il ministro Sandro Bondi, ha detto sì con una lettera protocollata il 2 aprile e arrivata ieri in fax sul tavolo del sindaco Fiorenza Brioni. Esattamente il 31 marzo il vice sindaco e assessore alla cultura Paolo Gianolio aveva scritto a Turetta minacciando un'azione giudiziaria se il ministero non avesse finalmente accettato di formare la commissione attesa dal settembre scorso. Un gruppo misto di lavoro (specialisti della sovrintendenza ai beni storici e artistici e del Comune) per l'individuazione e la schedatura dei pezzi - sarebbero migliaia - appartenenti alle antiche collezioni civiche. Gianolio martedì scorso aveva alzato il tono e scelto una strategia d'attacco prospettando la presenza a Mantova, per le celebrazioni Unesco, di Turetta e Bondi, venerdì: «Se la cosa sconfina nel contenzioso non c'è partita. Senz'altro vince il Comune. E da mesi che aspetto un segnale formale da Milano e di conseguenza devo intendere che c'è scarsa volontà di risolvere la questione. Niente risposta? Allora azione giudiziaria pluridirezionale. Ci sono vari profili giuridici: quello civiistico, quello risarcitorio e il fatto che il Comune non può disporre di beni di proprietà». Turetta e Bondi non sono venuti a Mantova. Ma la reazione alle minacce di Gianolio è stata immediata. Eco a Milano e a Roma dove il deputato del Pd Marco Carra proprio ieri ha presentato sull'argomento un'interrogazione al ministro. Il Comune pretende di fare l'inventano dei suoi beni, di poterne disporre in caso di richiesta di prestito e di apertura di nuove strutture espositive in città, senza intaccare il patrimonio già esposto e valorizzato in Palazzo Ducale.