VENEZIA L'articolo 8 del Ddl della Regione Veneto, conosciuto da tutti come «Piano casa », recita così: «La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 44 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto». Se questo è l'imprimatur della giunta-Galan, ora vanno capiti meglio i tempi necessari al consiglio regionale per licenziare l'intervento a sostegno del settore edilizio, nell'ottica di un disegno nazionale voluto dal governo all'interno del quale la Regione Veneto si colloca come apripista. Al momento la legge è al vaglio della Commissione Urbanistica, che il 31 marzo scorso ha svolto la prima audizione. «La prossima dice il presidente Tiziano Zigiotto - è in calendario martedì 14 aprile. Ne faremo un'altra il 21 e poi ritengo che potremo licenziare il provvedimento per l'approvazione in consiglio. Quanto servirà? Credo che ai primi di maggio il presidente Marino Finozzi avrà sul suo tavolo il testo con le eventuali correzioni apportate». La palla passa dunque al parlamentino di Palazzo Ferro Fini che avrà il compito di approvare il Ddl e farlo diventare legge regionale. «Intanto - spiega Finozzi - ci riuniremo il 15 aprile per un consiglio straordinario nel corso del quale dibatteremo del Piano casa. L'intento è quello di schiarirci le idee in vista della votazione. Per arrivare a questo dovremo fare un'eccezione, nel senso che a maggio non erano previste convocazioni del consiglio in rispetto dell'appuntamento elettorale dei primi di giugno. Ma la crisi che sta attanagliando il Paese, e di riflesso anche il nostro Veneto, non aspetta. Bisogna dare una risposta ai cittadini e lo faremo. Anche a costo di andare in consiglio il giorno prima delle elezioni». In realtà, Finozzi spera di poter convocare il Consiglio per il voto entro la metà di maggio. «Sarebbe perfetto - dice - e ci permetterebbe di accelerare la tempistica di attuazione. Ricordo che il giorno dopo la pubblicazione della norma sul Bur del Veneto la legge è in vigore e, chi vuole, può partire con le ristrutturazioni ». Insomma, filtrando le dichiarazioni d'intenti, si può dire che dall'1 giugno il «Piano casa» sarà in vigore in Veneto? «Io spero che sia in vigore prima della fine di maggio - dice l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon perchè serve un risposta rapida della politica visto il momento delicato che sta vivendo la nostra economia. Confido nel buon lavoro del Consiglio regionale». Sviscerato il tema della tempistica, restano da capire gli eventuali altri aggiustamenti che la legge potrà subire. «La Commissione Urbanistica - spiega Zigiotto - pare intenzionata a recepire l'indicazione dello Iuav di Venezia, che invita ad aumentare il premio dal 35 al 40 del volume per chi demolisce e ricostruisce con tecniche di bioedilizia o che prevedano l'utilizzo delle fonti di energia rinnovabile. A tal proposito introdduremo la necessità di una perizia di un esperto che attesti l'effettivo impiego di questi materiali. Inoltre, nella legge non sono contemplati i condomini ». Più complicata la questione relativa ai centri storici. «La legge dice l'assessore Marangon - non pone limiti in tal senso. A essere intoccabili sono gli edifici che sono sotto l'egida della sovrintendenza. Poi, ci sono Comuni, come Cortina, che il Piano casa non lo recepiranno proprio. Il sindaco Andrea Franceschi mi ha chiamato per chiedere come si deve comportare. Attendiamoci una sua delibera, con successivo voto in consiglio comunale, che sancirà la non adesione. Ma a Cortina, si sa, c'è un mercato immobiliare che è diverso da tutto il Veneto».
Piano casa del Veneto, Marangon: A giugno via alle ristrutturazioni
Il Ddl "Piano casa" della Regione Veneto è in discussione. Il testo è stato sottoposto alla Commissione Urbanistica e il prossimo passo è la votazione del Consiglio regionale. L'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon spera che il Piano casa sia in vigore entro la fine di maggio. La legge prevede l'aumento del premio per le demolizioni e ricostruzioni con tecniche di bioedilizia o l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Tuttavia, ci sono ancora molte questioni da affrontare, come la non inclusione dei condomini e la questione dei centri storici. Alcuni Comuni, come Cortina, potrebbero non aderire al Piano casa.
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